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Il Gatto con La Sindrome di Pandora

Il Gatto con La Sindrome di Pandora

Ciuffo, un grosso gatto nero con una macchia bianca screziata sulla fronte, adora i gamberetti ed arrampicarsi, ama dormire sui cuscini sparsi per casa, insomma ama la bella vita. È un bel micione, di quasi cinque anni, non ha sofferto mai di nulla, neanche di un raffreddore, è gelosissimo e golosissimo, e per questo è un po’ grassoccello. “L’ho trovato in una scatola dentro un cassonetto, che avrà avuto un mese o poco più” mi disse la proprietaria che era venuta accompagnata dal marito. Entrambi avevano superato la mezza età, ma non di molto, lui un esodato delle poste lei, più grande, insegnante di scuola media in pensione. Il marito aveva un’espressione malinconica ma gentile, in un blazer grigio consunto, non più alla moda. Lei un po’ soprappeso ma agile e dinamica, vestita di chiaro, portava i capelli tinti, a caschetto. “Da quando abbiamo lasciato la villetta, sà dottore, l’abbiamo venduta e abbiamo preso un appartamento più piccolo, anche per garantirci una riserva per la vecchiaia, ” “dicevo, da quando abbiamo traslocato, Ciuffo ha cominciato a fare la pipì dove gli capita, nella cassetta ci va ogni tanto.” Iniziò a raccontarmi la signora. “Ma da ieri è agitato, fa la pipì in continuazione e miagola spesso.” “E’ successo altre volte?” “No. Ciuffo è sempre stato bene, di buon appetito, un gran dormiglione, tranne quei momenti in cui si trasforma nella pantera di casa” “ la sera specialmente, improvvisamente, in un attimo congelato nel tempo, s’immobilizza con i suoi occhi ambrati, fissi in un punto, e dopo un po’ comincia a scivolare, con lentezza esasperante, sul divano, dietro le tende, fino al balzo mortale sulla sua preda immaginaria.” “Ha notato altri cambiamenti nelle sue abitudini?” “Sì. Passa gran parte della giornata nascosto sotto il divano, si lecca spesso sotto la coda e miagola. Non è più del suo solito umore; è come se avesse modificato il suo carattere.” “Cosa intende esattamente?” “Beh, Ciuffo è sempre stato molto affettuoso e desideroso di coccole. Quando sono al computer, ad esempio, vuole stare sulle gambe e col muso sull’avambraccio come a guardare il monitor, costringendomi a muovere le dita sulla tastiera mantenendo il braccio immobile. Una tortura! Ma lui è così felice che non ho il coraggio di cacciarlo, ma in fondo non mi dispiace.” “Ora, come le dicevo, sta tutto il giorno appartato, e non si vede in giro.” “Da quello che mi dice, Ciuffo sta proprio male.” “Faremo una serie d’indagini per capire la causa delle sue sofferenze e per stabilire la cura più adatta.” Mi faccio lasciare Ciuffo per gli accertamenti e rinvio i proprietari al pomeriggio. “Dottore, la casa senza Ciuffo è vuota” mi disse la signora, mentre si sedevano davanti alla scrivania. Il loro nervosismo era palese. Sembravano due studenti davanti alla commissione d’esami. “Le analisi hanno dato esito negativo per le cause più frequenti delle patologie delle vie urinarie: non ci sono calcoli, né cristalli, né tappi uretrali e fortunatamente possiamo escludere anche la presenza di tumori. Non sembra esserci neanche un’infezione urinaria; ma per maggior sicurezza aspettiamo l’esito dell’urinocoltura, fra circa una settimana.” “Ma cos’ha allora il mio Ciuffo, dottore?” “Tutto il quadro clinico giustifica una diagnosi di cistite idiopatica oggi definita come Sindrome di Pandora. Come il Vaso della mitologia greca che contiene tutti i mali del mondo, così la vescica del gatto presenta modificazioni strutturali e funzionali causate da un’alterata risposta di altri sistemi: quello neuro-endocrino e quello immunitario. Si tratta, in pratica, di un’infiammazione della vescica causata da un’alterata risposta dell’organismo allo stress. “Stress?” “I gatti sono molto sensibili ad ogni variazione dell’ambiente, delle abitudini, del gruppo familiare: l’arrivo di un bambino o di un altro animale.” “Il vostro trasloco ha modificato profondamente lo stile di vita e le abitudini di Ciuffo. Nella nuova casa non ha più il suo parco giochi, quale era il giardino della villetta. Dobbiamo ricostruire nella nuova casa il suo universo felino.” “Nel frattempo lo curiamo con Urys capsule, gliene diamo 1 al giorno per tre mesi.” “Da un lato riduciamo il livello di stress creando una situazione ambientale gratificante e rassicurante, dall’altro lato con l’Urys riduciamo l’ipersensibilità della vescica agli stimoli dolorosi, causati dall’aumento dell’innervazione simpatica, dei recettori del dolore e dalla liberazione delle sostanze proinfiammatorie, ma specialmente ricostruiamo lo strato mucoso che protegge l’epitelio vescicale dagli insulti delle sostanze presenti nelle urine.” L’esito negativo dell’urinocoltura conferma la diagnosi di cistite idiopatica. Una voce squillante al telefono mi annuncia che Ciuffo sta meglio, ogni tanto fa qualche pipì fuori della lettiera, ma non si lamenta più e soprattutto è tornato alla sua passione per il computer. Messina, 2 dicembre 2013 Gaspare Petrantoni, Medico Veterinario, Libero Professionista Messina http://www.clinicaveterinariamessina.it/cv/cv_petrantoni.pdf

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