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Il grande nemico ... del gomito

La displasia del gomito è stato il tema del pre-congress day della SITOV (Società Italiana di Traumatologia e Ortopedia Veterinaria), tenutosi, venerdì 20 settembre 2002, presso il Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore Terme. Sette i relatori che hanno tracciato il profilo di questa difficile artropatia, dalla classificazione, alla diagnosi, alla patogenesi, fino alla disamina delle varie opzioni terapeutiche, sia chirurgiche che mediche.

Il grande nemico ... del gomito

Un chairman d’eccezione – il prof. Maurizio Del Bue, Ordinario di Clinica Chirurgica all’Università di Parma – ha egregiamente introdotto i relatori e stimolato la discussione durante il recente pre-congress day della SITOV, tutto incentrato sulla displasia del gomito. Del Bue ha dato la parola a Giuliano Pedrani, neo-eletto Presidente dell’AIVPA (Associazione Italiana Veterinari Piccoli Animali), che ha iniziato l’inquadramento clinico della displasia del gomito, definendola “il grande nemico del cane, ma anche del medico veterinario.” Dopo aver riportato la classificazione delle varie forme di displasia e di artrosi secondaria secondo l’IEWG (International Elbow Working Group), Pedrani si è concentrato sulla diagnosi precoce. “Siamo di fronte ad un’articolazione – ha ribadito il relatore – difficile da esplorare solo con l’indagine radiografica, a causa della complessa sovrapposizione di più segmenti ossei. Non solo, ma l’esame radiologico è sempre da considerare complementare alla visita clinica e ad altri esami strumentali.” Di terapia chirurgica – da scegliere in base alle diverse forme di displasia, all’età dell’animale ed al grado di artrosi – ha parlato Antonio Crovace, Responsabile della sezione di Chirurgia Veterinaria del DETO (Dipartimento dell’Emergenza e dei Trapianti di Organi) dell’Università di Bari. Dopo un acceso dibattito sull’opportunità a meno di asportare o fissare il processo anconeo in caso di UAP (non unione del processo anconeo), è stata la volta di Aldo Giovannella – presidente uscente della SITOV – che ha tracciato le linee patogenetiche essenziali di una delle più temibili, quanto inevitabili, conseguenze della displasia del gomito: l’artrosi. Una breve relazione di un nutrizionista dell’Università di Bari sul link sempre più evidente tra alimentazione e patologie dell’accrescimento ha preceduto l’intervento di Alda Miolo del CeDIS Innovet che ha spiegato le evidenze sperimentali a sostegno della capacità del flavonoide quercetina di proteggere dal danno ossidativo i condrociti di cane. La giornata si è conclusa con la dissertazione di Filippo Maria Martini – ricercatore presso l’Università di Parma – su “vantaggi e limiti dell’artroscopia” e di Landino Cugola – primario della sezione di “Chirurgia della mano” presso il Policlinico Rossi di Verona – sulle esperienze in medicina umana ed aspettative future in materia di impianti protesici.

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