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Il primo gomito artificiale

La Iowa State University ottiene il brevetto per la prima protesi totale di gomito nel cane. A progettare questo complesso impianto ed a metterne a punto la sofisticata procedura chirurgica, è il team di un noto Ortopedico del Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie, che ha già sperimentato il metodo in 20 cani, ottenendo risultati a lungo termine più che soddisfacenti.

Il primo gomito artificiale

Michael Conzemius. Questo il nome dell’ortopedico americano che, dopo uno studio durato più di cinque anni, ha finalmente messo a punto un impianto di sostituzione totale di gomito nel cane. “Il gomito – afferma Conzemius – è un’articolazione complessa, in cui le tre strutture ossee presenti devono combaciare perfettamente, pena l’instabilità, il dolore o l’usura progressiva della cartilagine. Abbiamo speso molto tempo nello studio dell’anatomia e della meccanica del gomito, indagandone anche le eventuali variazioni in rapporto alla razza. Ed abbiamo studiato in dettaglio tutte le diverse parti dell’osso che compongono l’articolazione, ben sapendo che molte protesi articolari necessitano di punti di inserzione intraossei.” Il risultato ottenuto è davvero molto importante: una protesi totale di gomito, disegnata in quattro taglie a seconda della razza, e costituita da due impianti, di cui uno basato su un polimero di uso medico e l’altro di acciaio inossidabile. “La procedura chirurgica – spiega Conzemius – dura circa due ore ed il cane ha bisogno di un periodo di ospedalizzazione di 3-5 giorni dopo l’intervento. La settimana successiva, è importante mettere in atto un programma di fisioterapia riabilitativa, con esercizi in acqua, soprattutto per recuperare gradatamente il corretto range of motion e migliorare il trofismo muscolare.” Conzemius ha già sperimentato la protesi totale di gomito in 20 cani di razze diverse, usando un sistema computerizzato di analisi dell’andatura (force plate analysis) per valutare il progressivo miglioramento. “Ad un anno dall’intervento, si sono riscontrati buoni ed eccellenti risultati nell’80% dei cani (16), che hanno recuperato più del 25% della funzionalità dell’arto rispetto alle condizioni pre-operatorie. Quando la protesi sarà disponibile su vasta scala, prevediamo che circa 1000 cani all’anno si sottoporranno negli Stati Uniti a questa efficace tecnica chirurgica.”

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