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Mastociti sensibili ai traumi

Uno studio caso-controllo del Dipartimento di Medicina Forense del Policlinico Universitario di Linkoping (Svezia) dimostra che le morti traumatiche si accompagnano a subitanei e cospicui innalzamenti ematici di un enzima, proveniente pressoché esclusivamente dalla degranulazione dei mastociti: la triptasi. Importanti le ricadute di questi dati, sia come conferma del coinvolgimento mastocitario diretto nei traumi tissutali, che come comparsa di nuove potenzialità terapeutiche.

Mastociti sensibili ai traumi

La maggior parte degli studi sull’attivazione dei mastociti da parte di eventi traumatici è stata finora condotta valutando il rilascio per degranulazione di istamina ed i deleteri effetti vascolari sistemici, mediati da questa sostanza. Il medico legale Erik Edston e l’immunologa Marianne van Hage-Hamsten – rispettivamente del Policlinico Universitario di Linkoping e del Karolinska Insitute di Stoccolma – indagano, invece, per la prima volta le variazioni quantitative, provocate dai traumi, di un altro importante mediatore mastocitario, da sempre considerato responsabile di danni tissutali plurimi: la triptasi. “La stabilità – spiegano i ricercatori nell’articolo pubblicato di recente nella rivista Forensic Science International – e la lunga emivita di questo enzima sono fondamentali per dare attendibilità alle misure post-mortem. Senza contare che, essendo i mastociti la fonte pressoché unica di triptasi, i livelli di questo enzima possono considerarsi direttamente correlati al grado di attivazione delle cellule che lo producono.” Nello studio, sono stati inclusi 54 soggetti, di cui 27 deceduti per cause traumatiche ed i restanti (gruppo di controllo) per altri motivi (es. infarto, suicidio, annegamento). “Il risultato più importante – si legge nell’articolo – è che i livelli di triptasi riscontrati nel sangue venoso dei soggetti morti per trauma sono quasi triplicati rispetto a quelli rilevati nel gruppo di controllo. Non solo, ma tale aumento è molto più marcato in presenza di traumi ripetuti ed è anche molto precoce, come dimostra la grande quantità di triptasi ematica rilevata nei soggetti sopravvissuti per poco tempo rispetto a quelli deceduti dopo qualche ora.”Non c’è dubbio: l’incontrollata degranulazione mastocitaria fa parte di quegli eventi che accompagnano, fin da subito, la risposta dei tessuti ai traumi. “Sicuramente – affermano nella discussione I ricercatori – la causa dell’iperattivazione mastocitaria è un danno diretto alla membrana di queste cellule. C’è, comunque, da considerare anche un effetto indiretto dell’insulto traumatico, che passa per il rilascio di sostanze (es. catecolamine, bradichinina, specifiche frazioni del complemento) che, funzionando da agonisti dei mastociti, ne scatenano il meccanismo degranulatorio, con la conseguente liberazione di fattori lesivi tra cui, appunto, la triptasi.” Importanti anche le indicazioni terapeutiche che possono derivare da questa elevata reattività ai traumi, tipica dei mastociti: prima tra tutte la possibilità di regolarne l’eccesso di degranulazione, calibrando l’esagerato rilascio dei mediatori immagazzinati e migliorando, in sostanza, l’indice prognostico di coloro che riescono a sopravvivere a traumi violenti.

Edston E, van Hage-Hamsten M, 2003, Mast cell tryptase and hemolysis after trauma, Forensic Science International, 131. 8-13

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