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Practice management in Odontoiatria Veterinaria

Si è tenuto lunedì 1 dicembre 2003 a Desio (Milano), presso lo studio veterinario associato Brenna-Calcaterra-Elli, un interessante incontro di aggiornamento in Odontoiatria Veterinaria. Relatore: Mirko Radice. Gli argomenti: dalla gestione del cliente al management clinico del paziente. Vi proponiamo un breve resoconto della serata.

Practice management in Odontoiatria Veterinaria

“Negli ultimi anni, l’Odontoiatria Veterinaria è andata incontro ad un’evoluzione che nessun altro settore veterinario conosceva da anni”. Questo l’esordio della relazione di Mirko Radice, libero professionista di Milano, ma, soprattutto, esperto in Odontoiatria Veterinaria ed attualmente impegnato nel conseguimento del diploma EVDC (European Veterinary Dental College). “E molte sono le cause che hanno contribuito all’esplosione di questo specifico settore: dall’allungamento della vita media degli animali da compagnia, alla maggior sensibilità dei proprietari e, di conseguenza, alla più stretta convivenza che, con loro, si è instaurata in ambito domestico.” Tutti fattori che, in breve tempo, hanno fatto capire le straordinarie potenzialità, anche economiche, di questa nicchia clinica, a fronte delle quali il medico veterinario è oggi chiamato ad aggiornare conoscenze scientifiche e competenze professionali. “Se si considera – continua Radice – che l’80% di cani e gatti presenta una patologia parodontale, va da sé che l’accurato esame del cavo orale deve diventare una vera e propria regola da attuare nella pratica ambulatoriale quotidiana. Almeno in termini di visita preliminare, che è di rapida esecuzione e richiede solo la tranquillizzazione o la leggera sedazione del paziente.” Radice ha, poi, dettagliatamente spiegato la clinica delle parodontopatie, partendo dall’anatomia del dente e di tutto il suo apparato di sostegno – il parodonto appunto -, soffermandosi sulla placca come causa principale di gengiviti e parodontiti ad andamento ciclico/recidivante e tracciando una breve descrizione clinica di alcune parodontopatie tipiche del gatto, come le FORL (Feline Odontoclastic Resorptive Lesion). Un’attenzione particolare, infine, è stata riservata al proprietario che “spesso – afferma Radice – è restio a praticare le cure dentali ai propri beniamini, vuoi perché non comprende l’importanza che la salute del cavo orale riveste per il benessere dell’animale, vuoi perché è lo stesso veterinario curante che non prova neppure a proporre questi trattamenti.” Che fare, allora? “Sicuramente potenziare il nostro impegno come promotori di salute, offrendo un servizio che, attraverso un costante aggiornamento di competenze ed abilità professionali, possa migliorare la qualità di vita dei nostri pazienti.”

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