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Endocannabinoidi: grande interesse per i farmaci del futuro

Dal 22 al 27 giugno 2004, si è svolto a Paestum il 14mo simposio annuale sui “cannabinoidi” dell’ICRS (International Cannabinoid Research Society). Ma cosa sono i “cannabinoidi”? E gli “endocannabinoidi”? Perché tanto interesse intorno a queste molecole? Forse ne abbiamo già sperimentato gli effetti, magari proprio in Medicina Veterinaria? Proviamo a rispondere sinteticamente a questi importanti quesiti.

Endocannabinoidi: grande interesse per i farmaci del futuro

Un simposio sui “cannabinoidi”, in altre parole i derivati della “Cannabis”. Quella sostanza nota alla medicina cinese già qualche migliaio di anni fa, che ha alla spalle una storia medica indubbiamente straordinaria. Una storia fatta di “alti e bassi”, che l’ha vista relegata al ruolo di “droga” e, alternativamente, di “farmaco dai mille usi”, stante la sua efficacia analgesica, antispastica, antidepressiva. Oggi, la Cannabis ed i cannabinoidi rappresentano uno dei campi d’indagine più promettenti nel settore clinico e farmacologico. A testimonianza di ciò, non solo la nascita di una società scientifica – l’ICRS, appunto – che raggruppa i massimi esperti mondiali in questo campo, ma anche il proliferare davvero impressionante di studi e ricerche specifiche che, soprattutto negli ultimi tempi, hanno portato alla caratterizzazione chimica sempre più precisa di queste sostanze, nonché all’individuazione di sofisticati meccanismi d’azione e di sempre più importanti applicazioni terapeutiche. Una svolta decisiva negli studi sui cannabinoidi è avvenuta con la scoperta, ad opera del gruppo di ricerca del CNR di Pozzuoli (Napoli) coordinato da Vincenzo di Marzo, degli “endocannabinoidi”. Molecole veramente uniche, che l’organismo produce endogenamente per regolare i meccanismi omeostatici distrettuali e che possono accumularsi “su richiesta”, quando, cioè, sono in atto specifiche situazioni di danno. Il loro scopo? Attivare – attraverso il legame con recettori specifici (i cosiddetti “recettori dei cannabinoidi”) espressi, tra l’altro, sulle cellule immunocompetenti, mastociti compresi – sequele di difesa e di limitazione della situazione patologica in atto. Insomma, un vero e proprio sistema endogeno di “protezione naturale”, tale per cui queste molecole vengono sintetizzate al momento e nel luogo opportuno, dove sono in grado di esercitare molteplici attività, di natura antinfiammatoria, antidolorifica ed immunosoppressiva.
E la Veterinaria a che punto è rispetto agli endocannabinoidi? Una volta tanto, è sicuramente in vantaggio rispetto alla medicina umana. Da tempo, infatti, analoghi sintetici degli endocannabinoidi vengono utilizzati con successo in vari settori della Medicina Veterinaria, dalla Dermatologia, all’Odontostomatologia, alla riparazione delle ferite. Si tratta delle ALIAmidi, molecole a meccanismo ALIA (Autacoid Local Injury Antagonism), Palmidrol e Adelmidrol in testa, che tanto interesse stanno suscitando nel trattamento dei fenomeni allergico/infiammatori del cane e del gatto.
Il programma del simposio annuale dell’ICRS è disponibile in PDF nel sitohttp://cannabinoidsociety.org/SYMPOSIUM.2004/2004SymposiumPr…

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