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Allergia: diversa per gatto e polvere

La notizia è stata diffusa dai clinici dell’”Asthma and Allergic Diseases Center” di Charlottesville (Virginia, USA) che, dopo aver analizzato l’assetto anticorpale di 112 bambini affetti da difficoltà respiratorie su base allergica, concludono: “se possedere un gatto sembra favorire una sorta di immunizzazione nei confronti delle allergie, non altrettanto serve da protezione nei confronti degli acari della polvere”.
Allergia: diversa per gatto e polvere

Meccanismi immunitari distinti per la risposta allergica a due diversi allergeni: quelli del gatto e quelli dell’acaro della polvere. Ad arrivare a questa interessante scoperta sono alcuni allergologi americani, autori di un articolo pubblicato a gennaio 2005 sul “Journal of Allergy and Clinical Immunology”.
“Possedere un gatto – scrivono Elizabeth Erwin e coll. – può ridurre la risposta immunitaria del bambino nei confronti degli allergeni di questo animale, ma non lo ripara dalla reattività scatenata dagli acari della polvere… Siamo arrivati a questa conclusione dopo uno studio caso-controllo condotto mettendo a confronto l’assetto anticorpale di 112 pazienti di età compresa tra 10 ed 11 anni ed affetti da asma allergico, con quella di altrettanti bambini senza sintomi di natura asmatica.”
Ebbene – fermo restando che la sintomatologia dispnoica dei soggetti sensibilizzati era connessa ad alti titoli anticorpali verso gli allergeni sia di gatto che di acaro della polvere – il dato interessante è che i bambini vissuti a stretto contatto con l’animale dimostravano una concentrazione plasmatica di IgE specifiche per gli allergeni felini 10 volte inferiore a quella degli anticorpi prodotti in risposta agli acari della polvere. “Ciò significa – affermano gli allergologi – che la risposta immunitaria ai due allergeni segue due vie distinte. Possedere un gatto induce, sì, uno stato di tolleranza immunitaria che, comunque, è rigorosamente allergene-specifico e nulla può contro la reattività a stimoli antigenici di altra natura, come, ad esempio, quelli ubiquitariamente contenuti nelle polveri di casa.”

Articolo disponibile su richiesta a cedis@innovet.it