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Disfunzione cognitiva: il trattamento dalla A alla Z

Nel fascicolo di marzo 2005 di “Progress in Neuro-Psychopharmacology & Biological Psychiatry” compare un articolo del comportamentalista canadese Gary Landsberg sulle linee guida da seguire per gestire al meglio la “sindrome della disfunzione cognitiva” (Canine Cognitive Dysfunction Syndrome, CDS) del cane anziano: dalle metodologie - cliniche e strumentali - di diagnosi precoce, alle terapie farmacologiche, dietetiche, ambientali e complementari. Tra quest’ultime, Landsberg si sofferma, in particolare, sull’approccio nutraceutico a base di fosfatidilserina (PS), Ginkgo biloba, piridossina (vitamina B6) e vitamina E. In una parola, Senilife®.

Disfunzione cognitiva: il trattamento dalla A alla Z

È la prima volta che un’importante rivista specializzata in psicofarmacologia e psichiatria dedica un intero fascicolo all’invecchiamento cerebrale del cane ed ai disturbi di tipo cognitivo che, assai frequentemente, possono accompagnarlo. E tra i 16 articoli che compongono questo numero monotematico del “Progress”, quello di Gary Landsberg contribuisce sicuramente a far chiarezza sulla clinica di questi disordini comportamentali età-correlati e sulla loro complessa gestione terapeutica.
“Con l’avanzare dell’età – scrive nell’introduzione Landsberg – nel cane può comparire una CDS, vale a dire una forma progressiva di neurodegenerazione che condivide molti aspetti con la malattia di Alzheimer dell’uomo e che è caratterizzata da un graduale declino delle funzioni cognitive: dall’apprendimento, alle funzioni mnemoniche e percettive, allo stato di allerta.”
Il comportamentalista inquadra, poi, in modo chiaro e sintetico la CDS, partendo dalle note categorie sintomatologiche (es. disorientamento, alterato ciclo sonno/veglia, eliminazione inappropriata) che ne consentono la diagnosi clinica, per soffermarsi sulla diagnosi neuropsicologica, basata su una serie di test cognitivi, atti a valutare il grado di compromissione delle diverse forme di apprendimento e di memoria spaziale nel cane anziano.
Ma Landsberg si concentra, in particolare, sul trattamento della CDS e ne sviscera i principali approcci, di natura farmacologica, dietetica ed ambientale. Un capitolo importante è riservato alla “terapia complementare”, nell’ambito della quale il comportamentalista riunisce diverse sostanze “utili nel migliorare o nel prevenire il declino cognitivo dell’animale anziano”.
Tra queste, uno spazio di tutto rispetto viene riservato proprio al Senilife® ed ai suoi principi attivi: PS, Ginkgo biloba, piridossina e vitamina E. “La PS – specifica Landsberg – è uno dei più importanti costituenti fosfolipidici della membrana neuronale…In quanto tale, facilita processi essenziali come la trasduzione del segnale nervoso o il rilascio di neurotrasmettitori.”
Di grande utilità, infine, le linee guida per la gestione della CDS elencate da Landsberg in conclusione di articolo. Diagnosi precoce, innanzitutto, “in modo tale da iniziare il trattamento ancor prima della comparsa di segni clinici conclamati.” E, poi, stretta e costante collaborazione tra proprietario e veterinario, nonché attenzione particolare all’ambiente di vita dell’animale che, seppur adeguatamente arricchito, deve essere compatibile con le diminuite riserve adattative dell’età geriatrica.

Articolo disponibile su richiesta a cedis@innovet.it

Landsberg G, 2005, Therapeutic agents for the treatment of cognitive dysfunction sindrome in senior dogs, Progress in Neuro-psychopharmacology & Biological Psychiatry, 29: 471-479

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