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Neuroprotezione: azione precoce e su più fronti

Neuroproteggere, cioè difendere i neuroni dal danno, è la strategia vincente per un invecchiamento cerebrale di successo. Lo ribadisce a gran voce il gruppo di Norton Milgram (Professore presso il Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Toronto e fondatore della CanCog Technologies), sulle pagine dell’ultimo numero di Aging Research Reviews. Il suo lavoro di rassegna, che spazia dagli studi umani a quelli sull’animale sperimentale per approdare ai lavori sul cane, ci prospetta l’utilità di combinare trattamenti nutraceutico-nutrizionali specifici all’arricchimento cognitivo. Il tutto, da effettuarsi il più precocemente possibile.

Neuroprotezione: azione precoce e su più fronti

“Cognitive enrichment early in life”, cioè l’arricchimento cognitivo da effettuarsi fin dai primi anni di vita, ha importanti effetti protettivi sul successivo sviluppo di segni clinici di demenza. I dati rassegnati da Milgram e dal suo gruppo confermano questa tesi sia nell’uomo che nel cane. “Negli ultimi 16 anni – si legge nell’articolo – comprendere l’invecchiamento cognitivo del cane è stato il principale obiettivo del nostro laboratorio. Il nostro interesse verso il cane nasce primariamente dal parallelismo esistente tra l’invecchiamento canino, quello umano ed il morbo di Alzheimer. Un parallelismo che tocca soprattutto i deficit cognitivi specifici, progressivi e precoci che colpiscono i domini della memoria, dell’apprendimento complesso e delle funzioni esecutive”. Nell’articolo di review gli Autori affermano, sulla base di dati pubblicati, che le stimolazioni cognitive durante i primi anni di vita sono in grado di attivare la neurogenesi ed aumentare la plasticità neuronale, generando la cosiddetta “riserva cognitiva”, grazie a cui il cervello anziano si trova nelle condizioni di poter compensare i danni neuropatologici età-correlati. Una neuroprotezione complementare ma diversa da quella messa in atto tramite interventi nutraceutico-nutrizionali, come quelli a base di antiossidanti. In questo caso – ci spiega Milgram – la difesa dei neuroni avviene, infatti, tramite il rallentamento delle alterazioni neuropatologiche in atto, prime fra tutte il deposito di beta-amiloide. Anche per questo tipo di intervento vale la regola della precocità: le probabilità di successo aumentano più è precoce l’inizio della terapia. Gli antiossidanti, ad esempio, sono in grado di rallentare la neo-deposizione di beta-amiloide, ma risultano inattivi sulle alterazioni neuropatologiche esistenti. “L’arricchimento cognitivo – conclude l’articolo di Milgram e coll – corrisponde, dunque alla capacità di compensare il danno neuropatologico tramite la costituzione di una riserva cognitiva. Gli interventi nutraceutico-nutrizionali corrispondono ad un rallentamento dei processi neurodegenerativi in atto”. Combinare i due approcci rappresenta, a detta del gruppo, un metodo integrato e complementare per un invecchiamento cerebrale di successo. Soprattutto se il programma viene iniziato precocemente durante la vita del cane.

Milgram NW, Siwak-Tapp CT, Araujo J, Head E. Neuroprotective effects of cognitive enrichment. Ageing Res Rev. 2006;5(3):354-69.

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