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Stretto legame tra demenza e neurodegenerazione

Un gruppo di patologi olandesi porta ulteriori evidenze riguardo il nesso esistente tra le performance cognitive del cane anziano e le sottostanti alterazioni cerebrali neurodegenerative, sia di natura strutturale che biochimica ed ossidativa. I ricercatori dimostrano, infatti, la correlazione diretta tra il punteggio di demenza rilevato con apposito questionario e specifiche modifiche involutive cerebrali, dall’atrofia corticale, alla deposizione di amiloide, all’accumulo di prodotti ossidativi, in special modo a carico dei lobi parietali.

Stretto legame tra demenza e neurodegenerazione

Non è la prima volta che il gruppo di Jaime Rofina della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Utrecht (Olanda) si mette in luce per i risultati ottenuti nel campo della ricerca neuropatologica applicata al cane. Dopo aver dettagliatamente descritto le placche di amiloide nel cervello di questo animale, averne dimostrato la localizzazione e l’intima relazione con il concomitante accumulo di prodotti derivanti da alterazioni cerebrali di natura ossidativa, il gruppo si cimenta questa volta nella dimostrazione della stretta correlazione esistente tra deficit cognitivi e patologia cerebrale.
“Il nostro questionario – scrivono Rofina et al. nell’articolo pubblicato su “Brain Research”- teneva conto di 10 categorie comportamentali – dalle variazioni di appetito e di assunzione di liquidi, al ritmo sonno/veglia, ai disturbi eliminatori (es. incontinenza), al disorientamento, alla memoria, alle variazioni di personalità, alle alterazioni dell’attività in generale – per ognuna delle quali era previsto un punteggio di gravità.” 30 i cani cui è stato somministrato tale questionario ed il cui cervello è stato successivamente analizzato, al fine di correlare la presenza di eventuali disordini cognitivi e comportamentali con specifiche alterazioni neurodegenerative cerebrali: atrofia corticale, presenza di amiloide, demielinizzazione, accumulo di macrofagi e di prodotti derivanti da danni ossidativi.
“Ebbene – scrive Rofina nei risultati – abbiamo dimostrato una significativa correlazione tra l’età e la comparsa di diverse alterazioni comportamentali simili all’Alzheimer umano…Non solo, ma i cani con punteggio di franca demenza presentavano al riscontro autoptico tutte le alterazioni neurodegenerative sopra citate.”
Risultati, dunque, importanti che portano alla definitiva conferma del chiaro nesso causale esistente tra neurodegenerazione – sia strutturale che biochima e metabolica – da una parte, e disturbi cognitivi e comportamentali clinicamente conclamati, dall’altra.

Rofina JE, van Ederen AM, Toussaint MJM, Secreve M, van der Spek A, van der Meer I, Van Eerdenburg FJ, Gruys E, 2006, Cognitive distrubances in old dogs suffering from the canine counterpart of Alzheimer’s disease, Brain Research, 1069: 216-226

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