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Cane anziano: i rischi di demenza

Più si è vecchi, più è alto il rischio di demenza. Ma sono fattori aggravanti anche il sesso ed il peso. Se ne parla su “Journal of Small Animal Practice”.
Cane anziano: i rischi di demenza

Un gruppo di veterinari spagnoli intervista i proprietari di 325 cani di età superiore ai 9 anni sull’eventuale presenza di alterazioni a carico di quattro definite categorie comportamentali: ciclo sonno/veglia, interazioni sociali, apprendimento e memoria, disorientamento. Obiettivo: determinare la prevalenza e la gravità della sindrome della disfunzione cognitiva (canine cognitive dysfunction, CCD) nel cane anziano, ed identificarne i possibili fattori di rischio.
La prevalenza di CCD nella popolazione canina indagata è risultata pari al 22,5%, con particolare coinvolgimento nelle categorie delle interazioni sociali e dell’apprendimento e della memoria.
L’età è sicuramente il fattore principale di rischio. Infatti, la prevalenza della disfunzione cognitiva aumenta di pari passo con l’avanzare degli anni, passando dal 22,7% per cani di piccola taglia di 9-11 anni di età, al 50% per soggetti della stessa taglia, ma molto più anziani (15-17 anni). Anche il sesso influenza la comparsa della CCD età-dipendente. In generale, i cani femmina dimostrano più segni di demenza rispetto ai maschi, come sono più a rischio gli animali sterilizzati rispetto a quelli interi. Ed, infine, la taglia, con l’individuazione di una maggior predisposizione alle alterazioni comportamentali geriatriche dei cani di piccola taglia rispetto a quelli di taglia media-grande.
Lo studio dà indicazioni pratiche di grande interesse. Innanzitutto, allerta il medico veterinario generalista sulla necessità di monitorare, nel cane che invecchia, la possibile comparsa di forme di demenza che, ora lo si sa, possono colpire più del 20% della popolazione canina geriatrica: specie se femmina, sterilizzata e, magari, anche di piccola taglia.