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Salute di razza

La tendenza in fatto di Salute Animale sembra essere questa: impostare programmi di cura e benessere in rapporto al rischio di malattia legato alla razza. Lo spiega DVM Newsmagazine.

Salute di razza

Il concetto da cui sono partiti molti “practitioner” veterinari americani per lanciare una medicina a misura di paziente è quello del “rischio correlato alla razza”. Rischio, cioè, di essere propensi a contrarre certe malattie piuttosto che altre solo per appartenere ad una razza che a tali malattie risulta essere predisposta, quasi sempre per ragioni di natura genetica.
Partendo da qui, i veterinari americani propongono dei programmi di cura orientati ai bisogni sanitari specifici di ciascuna razza. Qualche esempio. Davanti ad un Bichon maschio di 8 anni che presenta ematuria, il sospetto diagnostico deve fin dall’inizio orientarsi verso un’urolitiasi da ossalato, perché sia la razza che il sesso dell’animale sono considerati fattori di predisposizione per questa malattia. Se poi ci si presenta un Labrador, magari solo per una sterilizzazione, potrebbe essere utile convincere il proprietario ad eseguire uno screening radiografico dell’anca, aprendo la possibilità di prevenire, piuttosto che curare, una malattia molto dolorosa ed invalidante, come appunto la displasia dell’anca cui il Labrador è geneticamente predisposto.
I vantaggi di questo programma di salute e benessere orientato alla razza ricadono su tutti: sul medico veterinario, che vede snellito il suo percorso verso la diagnosi definitiva ed aumentate le opportunità di successo professionale; sul proprietario, che ottimizza tempo e risorse investite nella cura del suo pet; ma soprattutto, sull’animale da compagnia, che da questo piano specifico di razza può trarre benefici importanti nella diagnosi precoce e nella prevenzione di quelle condizioni patologiche che, lo dice l’epidemiologia, oggi affliggono più del 40% dei nostri cani.
Qui da noi un programma di “Salute di razza” è già iniziato: nel settore ortopedico. Alludiamo a quell’approccio ortopedico orientato alla razza, più noto con l’acronimo BOA (Breed-oriented Orthopaedic Approach),che, se applicato nella pratica ambulatoriale quotidiana, snellisce il percorso diagnostico e riduce tempi e costi della valutazione ortopedica. Vuoi saperne di più? Leggi in Home page

Gavzer K. Breed-specific wellness care: how to design a program around a patient’s risks, history. DVM Newsmagazine, November 2010, pp. 48-51,
http://veterinarynews.dvm360.com/dvm/ArticleStandard/Article…

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