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Proteina amiloide anche nel cervello dei cani giovani

Se presente nei fluidi cerebrali, la proteina amiloide causa deficit cognitivi nei cani giovani, ancor prima di organizzarsi in placche vere e proprie.

Proteina amiloide anche nel cervello dei cani giovani

La ricerca nel settore della Neurogeriatria veterinaria ha dimostrato che la proteina beta-amiloide compare progressivamente nel cervello dei cani anziani, fino a formare depositi o placche responsabili di quelle forme di compromissione cognitiva e mnemonica, clinicamente conosciute come demenze senili o disfunzioni cognitive simili all’Alzheimer umano.

 

Grazie ad un team di ricerca canadese e belga, oggi sappiamo che questa proteina neurotossica comincia a comparire in forma solubile nel liquido cefalo-rachidiano (liquor) del cane fin dalla giovane età, contribuendo al manifestarsi di problemi mnemonici e cognitivi ancor prima che si sia organizzata in ammassi veri e propri all’interno delle aree cerebrali.

 

Nel nostro studio – si legge nell’articolo di Journal of Alzheimer’s Diseaseci siamo prefissi di valutare la relazione tra i livelli di beta-amiloide nel liquor di cani giovani e adulti (con età compresa tra 1 e 7 anni) e la loro performance cognitiva…”.

 

I cani con alti livelli liquorali di beta-amiloide – si legge nei “Risultati” – manifestavano evidenti difficoltà nell’esecuzione di test neuropsicologici standardizzati, finalizzati a valutare in maniera oggettiva la memoria a breve termine e la capacità di apprendimento. Ciò non si riscontrava nei cani con basse concentrazioni di amiloide. È pertanto la chiara dimostrazione che gli alti livelli di amiloide solubile nei fluidi cerebrali incidono sulla performance cognitiva, ancor prima che la proteina precipiti in depositi strutturati e ben visibili.”

 

Le conseguenze applicative di questi dati sono sicuramente importanti. Prima tra tutte, si apre la strada all’identificazione di marker precoci di degenerazione cerebrale (neurodegenerazione), in grado di monitorarne l’andamento fin da subito. Ciò rappresenta il presupposto fondamentale per mettere in atto precoci misure neuroprotettive, adatte a prevenire e/o rallentare il decadimento cerebrale patologico e le sue pesanti conseguenze cognitive e comportamentali, garantendo ai nostri cani un invecchiamento cerebrale di successo.

 

 

Borghys H, Van Broeck B, Dhuyvetter D, Jacobs T, de Waepenaert K, Erkens T, Brooks M, Thevarkunnel S, Araujo JA. Young to middle-aged dogs with high amyloid-β levels in cerebrospinal fluid are impaired on learning in standard cognition tests. J Alzheimers Dis. 2016 Dec 30. doi: 10.3233/JAD-160434

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