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05 settembre 2011
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Osservare gli animali attiva le strutture primitive del nostro cervello. È la conferma oggettiva che tra uomo ed animale esiste un rapporto antico, ereditato dai nostri stessi antenati.
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L’amigdala è chiamata anche “la mandorla delle emozioni”: la struttura più antica al centro del cervello, che funge da magazzino di esperienze e ricordi ad alto tasso di emotività. Una sorta di archivio della nostra memoria emozionale, in grado anche di identificare se le nostre esperienze correnti hanno una qualche correlazione con quanto già accaduto in passato.
Ebbene, un gruppo di neurobiologi tedeschi dimostra che questo piccolo agglomerato nervoso a forma di mandorla si risveglia ogniqualvolta osserviamo un animale. Un fenomeno, sostiene il gruppo di ricercatori, che possiamo aver ereditato dai nostri antenati delle caverne, che negli animali dovevano riconoscere prede da cacciare o pericolosi predatori da cui fuggire.
La ricerca, pubblicata su “Nature Neuroscience”, è stata eseguita su un gruppo di 41 persone destinate ad interventi di neurochirurgia per forme di epilessia resistente ai farmaci. In base alle registrazioni elettriche ottenute prima dell’operazione, i ricercatori hanno verificato che la vista degli animali provoca l'attivazione della parte destra dell'amigdala. Un dato confermato anche in alcuni soggetti sani, in cui la risonanza magnetica funzionale mette in evidenza il coinvolgimento dei neuroni più antichi del cervello in seguito all’osservazione di immagini di animali.
Insomma, la dimostrazione che il legame con gli animali fa parte di quelle emozioni ancestrali mantenutesi intatte nel corso dell’evoluzione, ha conquistato l’oggettività scientifica. Ad essersi modificato è solo il contesto ambientale: dalle caverne, dove l’animale era visto come fonte di paura, ma anche di sopravvivenza; alle nostre case, in cui cani e gatti svolgono ruoli fondamentali di supporto sociale ed emotivo, oltre che avere influenze benefiche sulla nostra stessa salute e qualità della vita. |
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Mormann F, Dubois J, Kornblith S et al. A category-specific response to animals in the right human amygdala. Nature Neuroscience 2011, published online 28 August 2011 |
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La dermatite atopica si accompagna ad un aumento della perdita di acqua attraverso gli strati epidermici, ad indicare un cattivo funzionamento della barriera cutanea in corso di allergia.
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È conosciuto con l’acronimo TEWL (transepidermal water loss) il volume controllato di acqua che normalmente transita attraverso gli stati superficiali della cute sia nel cane che nell’uomo, e che non solo è essenziale per l’omeostasi termica dell’organismo e la corretta idratazione della cute, ma costituisce anche un valido parametro per saggiare la funzionalità di barriera della cute stessa.
A fornire ancora prove a sostegno delle alterazioni della TEWL in corso di atopia canina, interviene un noto gruppo di esperte italiane in Dermatologia che, in uno studio clinico prospettico condotto su una popolazione di 150 cani, ottiene un duplice, importante risultato. Il primo è la dimostrazione che i cani atopici hanno un significativo aumento dei valori di TEWL rispetto ai soggetti sani. A significare che, specie nelle aree lesionate, la barriera cutanea è marcatamente compromessa per un insieme di fattori, come l’infiammazione allergica in atto, l’alterata composizione lipidica (ceramidi) dello strato corneo, il grattamento continuo e le sovrainfezioni microbiche.
Altro risultato emerso dallo studio di Luisa Cornegliani & coll. è che la terapia anti-atopica a lungo termine (immunoterapia allergene-specifica, immunosoppressione) contribuisce a migliorare la TEWL, riportandola a valori più bassi rispetto agli atopici non trattati e, dunque, più vicini alla normalità.
Si tratta di risultati importanti dal punto di vista pratico, che spingono a considerare la TEWL come un parametro utile e non invasivo non solo per monitorare la gravità della dermatite atopica, ma anche per saggiarne l’evoluzione e la risposta alle terapie. |
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Cornegliani L, Vercelli A, Sala E, Marsella R. Transepidermal water loss in healthy and atopic dogs, treated and untreated: a comparative preliminary study. Vet Dermatol. 2011 Jul 26. doi: 10.1111/j.1365-3164.2011.01003.x. [Epub ahead of print] |
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Domenica 11 settembre 2011, in 8 città italiane si svolgerà “Cuore di cane”: primo evento nazionale organizzato da SIUA (Scuola di Interazione Uomo-Animale) per rendere omaggio a tutti i cani che ci salvano e ci amano: da New York a L’Aquila. Innovet c’è.
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A dieci anni esatti dall’attentato delle Torri Gemelle a New York, in diverse città d´Italia (Torino, Milano, Trento, Vicenza, Bologna, Roma, Napoli e Catania) si celebreranno i cani e l´aiuto quotidiano e silenzioso che da sempre danno alle persone. Non solo dunque i cani che hanno scavato tra le macerie delle Twin Towers o del terremoto dell’Aquila, ma i cani che ogni giorno lavorano per tutti quelli che ne hanno bisogno: malati, non vedenti, disabili, anziani, persone scomparse o a rischio sociale.
La SIUA ha chiamato questa iniziativa nazionale “Cuore di Cane”. Ideata dal Direttore SIUA, nonché noto zooantropologo e comportamentalista veterinario Roberto Marchesini, la manifestazione ha il sostegno della “Lega Nazionale per la Difesa del Cane” e delle Amministrazioni Comunali delle città coinvolte, oltre che l’adesione in anteprima di “Dylan Dog”, il mitico personaggio del fumetto che più volte è stato salvato proprio dal suo “Botolo”.
In tutte le 8 città, "Cuore di cane" sarà aperto in videoconferenza proprio da Marchesini, seguito da interventi di esponenti di associazioni locali e di testimonial appartenenti al mondo dello spettacolo, del giornalismo o dello sport, e dalla proiezione di materiale informativo. Nel pomeriggio ci sarà spazio per approfondimenti e diverse attività dimostrative, educative e di gioco con i cani, il tutto assieme agli esperti e agli istruttori cinofili della SIUA.
Innovet ci sarà, e sosterrà la manifestazione con la presenza di Senilife® su tutto il materiale in distribuzione nelle varie località dell’evento e nei pannelli di allestimento delle sale conferenza.
È davvero il minimo che si può fare per questi silenziosi protagonisti della nostra quotidianità, a cui molto spesso dobbiamo la nostra stessa Vita.
Informazioni disponibili sul sito http://www.siua.it/site/cuore-di-cane |
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La somministrazione orale di glucosamina a gatti con cistite idiopatica riequilibra le concentrazioni plasmatiche e urinarie di glicosaminoglicani (GAG) e migliora sintomi come stranguria ed ematuria. I risultati pubblicati su “American Journal of Veterinary Research”.
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È uno studio thailandese a fornire nuove informazioni sugli effetti della supplementazione orale di glucosamina a gatti affetti da cistite idiopatica felina.
Già nel 2004 si era dimostrato il trend di miglioramento clinico di soggetti con cistite ricorrente, e trattati con la somministrazione orale del precursore (la glucosamina, appunto) di quei GAG che rivestono la parete della vescica e che in corso di cistite si rivelano fortemente deficitari [per dettagli leggi Bibliovet all’indirizzo http://www.innovet.it/?pid=14&bbv_az=rs&bbv_v=479 ].
Ora, lo studio dei clinici veterinari di Bangkok ribadisce i benefici effetti di questo aminozucchero, somministrato quotidianamente per 28 giorni a 19 gatti con diagnosi, clinica ed ultrasonografica, di cistite idiopatica, non complicata né da urolitiasi né da infezioni.
In base al giudizio dei proprietari, alla fine del trattamento i gatti dimostrano una minzione meno dolorosa (stranguria), mentre le indagini di laboratorio evidenziano una riduzione dell’ematuria, che sembra peraltro riprendere alla sospensione del trattamento con glucosamina.
Da un punto di vista biochimico, già a partire dal ventunesimo giorno di trattamento si osserva un significativo incremento dei GAG a livello sia plasmatico che urinario. A testimonianza dell’attività pro-sintetica della glucosamina a favore di quelle molecole, i GAG, che fungono anche da barriera all’ingresso di sostanze nocive di varia natura nel microambiente vescicale.
In sintesi. si tratta sicuramente di un’altra pietra da aggiungere alla costruzione del complesso di evidenze scientifiche a sostegno dell’uso complementare della glucosamina nella gestione medica combinata della cistite felina. |
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Panchaphanpong J, Asawakarn T, Pusoonthornthum R. Effects of oral administration of N-acetyl-d-glucosamine on plasma and urine concentrations of glycosaminoglycans in cats with idiopathic cystitis. Am J Vet Res 2011; 72(6): 843-50 |
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Repy® DRESS
Dressing interattivo per il trattamento delle ferite
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