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16 gennaio 2012
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In linea con le più moderne tendenze della comunicazione 2.0, Innovet allarga e completa la propria presenza web sbarcando anche su Facebook.
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Wikipedia definisce un “social network” (in italiano “rete sociale”) un qualsiasi gruppo di persone, connesse tra loro da diversi legami sociali, che vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari. Ebbene, i social network stanno cambiando le strade della comunicazione; anche quella tra consumatore e aziende. Oggi, interagire con il proprio pubblico è davvero fondamentale. Basti pensare che Facebook vanta in tutto il mondo 800 milioni di iscritti, un numero in continua crescita. YouTube, secondo motore di ricerca al mondo, viene visitato da 3,5 miliardi di persone al giorno. Ci sono 100 milioni di iscritti su Twitter, con più di 250.000.000 tweet al giorno. LinkedIn, con i suoi 135 milioni di iscritti, è la più grande rete professionale. Foursquare, piattaforma “geo-social” emergente, supera i 15 milioni di utenti. Solo per citarne alcuni, ma in realtà i luoghi virtuali in cui le persone si ritrovano, discutono e si scambiano informazioni sono sempre di più.
I social network rappresentano un efficace strumento anche per le aziende che vogliono interagire con i loro interlocutori. Sempre più utenti desiderano infatti poter esprimere una propria opinione su prodotti e servizi, piuttosto che formulare richieste o domande specifiche.
Innovet è da sempre attenta alle esigenze e alle opinioni dei propri interlocutori e, per questo, oltre ad essere già presente da tempo sul web con il sito istituzionale e con il blog http://blog.innovet.it , ha deciso di sbarcare anche sul Social Network più frequentato e popolare: Facebook. Da qualche settimana, esiste una pagina Innovet dove potrete essere sempre aggiornati sulle novità, iniziative e concorsi legati all’azienda, informarvi sulle notizie più importanti riguardanti il mondo degli animali e, perché no, farvi anche una risata e rilassarvi con qualche video o link divertente. Vi aspettiamo numerosi.
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I cani seguono i nostri gesti e capiscono quando vogliamo comunicare con loro al pari dei bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 2 anni. Lo dimostra una ricerca ungherese.
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Prima dell’acquisizione della parola, i bambini comunicano con noi prevalentemente attraverso i cosiddetti “segnali non verbali d’intenzione”, vale a dire seguendo con lo sguardo e interpretando la gestualità che noi usiamo per manifestare quello che ci prefiggiamo di fare. Ebbene, uno studio pubblicato su “Current Biology” dimostra che anche i cani recepiscono l’intenzione umana di comunicare con loro, entrando in contatto con la controparte umana con modalità simili a quelle utilizzate da un bambino di età compresa tra i 6 mesi e i 2 anni di età.
I ricercatori del “Cognitive Development Center” di Budapest hanno preso a prestito delle tecniche di monitoraggio oculare (eye-tracking) utilizzate anche nei bambini in età pre-verbale, valutando le competenze socio-emotive dei cani, in base allo sguardo con cui seguono i segnali di espressione comunicativa dell’uomo. In sintesi, si è visto che i cani erano maggiormente predisposti a consumare il cibo, quando l’offerta della ciotola contenente il cibo, anziché essere proposta con distacco e indifferenza, veniva accompagnata dalla verbalizzazione e dall’intento comunicativo non verbale.
È la prima volta che la tecnica dell’”eye-tracking” viene utilizzata per studiare le abilità sociali dei cani, e i risultati che si sono ottenuti non fanno altro che confermare in maniera scientifica quello che già molti proprietari sperimentano nella convivenza giornaliera con i loro amici a quattro zampe: e, cioè, che i cani li amano e li seguono con lo sguardo. Una dimostrazione in più, a favore della ricchezza emotivo-affettiva, oltre che curativa, della relazione uomo-animale. |
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Teglas E, Gergely A, Kupan K, Miklosi A, Topal J. Dogs’ gaze following is tuned to human communicative signals. Current Biology, 2012 Jan 4 [Epub ahead of print] |
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Un programma preventivo completo per trasformare la vecchiaia di cani e gatti negli “anni d’oro” (golden years”) della loro esistenza.
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“Il nostro Roger è diventato vecchio. A questo punto, che senso ha fare ancora qualcosa per lui?” Il veterinario americano Jeff Rothstein parte da questa affermazione per dimostrare come, anche se l’orologio biologico non si può certo arrestare, molto però si può fare per garantire una vecchiaia “di successo” ai nostri animali da compagnia.
La prima parola chiave è “educazione”: del medico veterinario, innanzitutto, chiamato a sensibilizzarsi nei confronti della necessità di istituire, nell’ambito della propria attività professionale di base, programmi geriatrici appositamente dedicati ad una popolazione animale sempre più geriatrica, anche in virtù dell’innalzamento della qualità delle cure mediche
[NdR. Per approfondimenti consulta la scheda Bibliovet in http://www.innovet.it/bibliovet?bbv_az=rs&bbv_v=484&... ).
E, in seno a questo programma educativo, l’altra parola chiave è “proprietario”, quel “pet parent” che il veterinario deve costantemente coinvolgere in incontri di prevenzione, meeting informativi sulle esigenze specifiche del pet anziano, oltre che nella spiegazione di materiale didattico su quella che Rothstein chiama la “golden care” dei cani e gatti senior: l’attenzione, cioè, tutta speciale per soggetti tendenzialmente esposti a più malattie e, per questo, bisognosi di un surplus di controlli preventivi e cure costanti. A garanzia della loro salute e del loro benessere, anche quando le foglie del loro albero biologico diventano gialle e si apprestano a cadere.
Rothstein J. Golden years, golden care. Firstline, dvm360.com, Dicembre 2011, pp. 18-22
http://veterinaryteam.dvm360.com/firstline/article/articleDe... |
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La Facoltà di medicina veterinaria di Milano, con il supporto di Innovet, organizza un seminario gratuito di odontostomatologia per studenti e veterinari.
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L’iniziativa, che si terrà martedì 31 gennaio 2012 in Facoltà a Milano, è nata da un’idea di Carlo Maria Mortellaro, pienamente convinto che chi si prepara ad esercitare la professione veterinaria debba essere consapevole dell’importanza dei problemi odontostomatologici nella pratica veterinaria di base.
Il seminario gratuito, di cui Mortellaro è responsabile scientifico, avrà come relatore Mirko Radice, attuale presidente SIODOV (Società Italiana di Odontostomatologia Veterinaria). L’argomento centrale del seminario sarà la parodontopatia. Dopo aver illustrato l’anatomia del dente e del parodonto, Radice spiegherà la clinica delle parodontopatie del piccolo animale: quelle gengiviti e parodontiti che, se non tempestivamente diagnosticate e trattate, sono da considerarsi vere e proprie infezioni focali, suscettibili di diffondersi in organi distanti dal cavo orale, come cuore, reni e fegato, e compromettere la vita stessa dei pazienti odontoiatrici.
Accanto alle conseguenze sistemiche di un cavo orale non adeguatamente controllato, si parlerà anche di occlusione e malocclusione, in termini di diagnosi, trattamento e possibile influenza sullo sviluppo della parodontopatia.
Il seminario si concluderà, infine, illustrando le prestazioni odontoiatriche “di base”. A partire dalla detartrasi: la pratica odontoiatrica professionale, fondamentale per l’igiene e la cura del cavo orale, ma da attuare con adeguate conoscenze scientifiche, metodologia e strumentazione adeguata.
Innovet, con il suo “progetto igiene orale”, è lo sponsor dell’evento. Ha messo infatti a disposizione della Facoltà il suo supporto organizzativo, ed ha anche offerto tre copie del volume di Brook Niemiec “Small animal dental, oral & maxillofacial diseases. A colour handbook” (edito dalla Manson Publishing e distribuito in Italia da EV), che saranno sorteggiate tra studenti e veterinari partecipanti al seminario gratuito.
Informazioni e programma su: http://www.innovet.it/eventi |
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