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30 gennaio 2012
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Relatori di fama internazionale per un seminario di base sulla gestione pratica del cane con prurito.
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Il prurito è sicuramente una delle cause più frequenti di consultazione veterinaria. Al tempo stesso, è anche uno dei classici motivi di frustrazione per il medico veterinario di base, dato che rappresenta il sintomo comune ad un’articolata lista di malattie dermatologiche, difficili da individuarsi e, a volte, tra loro sovrapposte.
Con l’obiettivo di fornire al generalista veterinario consigli pratici ed efficaci soluzioni anti-prurito, Innovet ha organizzato “Il cane con prurito”: un seminario di base, condotto da tre famosi specialisti internazionali di dermatologia veterinaria, come lo spagnolo Lluis Ferrer, l’italo-spagnola Laura Ordeix e il canadese Stephen Waisglass, e coordinato dall’altrettanto nota dermatologa italiana Chiara Noli.
Sarà in particolare Ferrer ad aprire la giornata seminariale con due interventi: il primo dedicato alla clinica delle malattie allergiche, e a quelle complicanze infettive che vedono proprio nel prurito non risolto una delle più frequenti cause di avvio e cronicizzazione; il secondo, invece, incentrato sull’approccio diagnostico al prurito, con la descrizione cioè di quell’iter che, partendo dal segnalamento e dall’anamnesi, approda, con i raschiati cutanei e le prove allergologiche, all’identificazione di agenti eziologici ed allergeni specifici.
A Laura Ordeix il compito di parlare delle indagini di laboratorio a fini diagnostici, e di sottolineare il ruolo dell’iposensibilizzazione nel trattamento del prurito allergico.
Stephen Waisglass tratterà infine l’approccio pratico al cane con prurito: dalla conduzione della visita clinica, alla scelta dell’opzione terapeutica più efficace, una volta effettuata la diagnosi e la stadiazione della malattia dermatologica primaria, fonte di prurito. Waisglass parlerà anche di aliamidi, presentando i risultati dello studio clinico in doppio cieco, controllato vs placebo, ottenuti con la somministrazione orale di palmitoiletanolamide (PEA) in cani con dermatite atopica spontanea.
Le aliamidi in dermatologia veterinaria saranno altresì oggetto di una comunicazione di Alda Miolo (CeDIS Innovet). E saranno in particolare l’argomento di “SkinALIA 2012”: il primo simposio specialistico sulle aliamidi in dermatologia veterinaria che si terrà nella stessa location del seminario (“Villa Quaranta Park Hotel”, il centro congressi e SPA nel cuore della Valpolicella classica) nelle due giornate precedenti di venerdì 30 e sabato 31 marzo.
Il programma del seminario Innovet “Il cane con prurito” è disponibile nella sezione “Eventi” del nostro sito web ( http://www.innovet.it/eventi ). Nella stessa area è attiva anche la funzione di iscrizione gratuita online al seminario. |
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Saranno a carico di Innovet tutte le cure veterinarie di Luna: una femmina di Cane Corso di 8 anni, sfruttata per la riproduzione ed ora affetta da numerose malattie.
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Con l’adozione a distanza di Luna, Innovet dà segno tangibile della sua sensibilità nei confronti degli animali in difficoltà, oltre che del suo impegno nell’organizzare iniziative benefiche e di solidarietà per il loro sostegno. Luna è il nome della femmina di Cane Corso, proveniente da un allevamento di Asti ora chiuso. Sfruttata negli anni per la riproduzione, Luna è affetta da una grave displasia bilaterale dell’anca, oltre a soffrire per la rottura dei legamenti crociati e la presenza di numerosi tumori mammari.
Oggi Luna è stata strappata ad un triste destino dalla “Cane Corso Rescue Italia”, un gruppo di volontari impegnati nel recupero di esemplari in difficoltà appartenenti a questa razza. Innovet ha deciso di affiancare i volontari sostenendo i costi veterinari per l’asportazione dei tumori mammari e per la sterilizzazione, oltre a garantire a Luna vitto e alloggio in pensione. Non è mancato nemmeno l’invio di un’adeguata scorta di Condrostress®. Grazie ai suoi innovativi e certificati principi funzionali, il condroprotettore Innovet può infatti aiutare Luna a controllare in modo naturale quel dolore e quell’infiammazione scatenati dall’artrosi secondaria alla sua grave displasia dell’anca. La cagnolona si trova ora a Volterra, presso una famiglia di cui si sta valutando l’affidabilità per un ipotetico affido.
Le foto di Luna,assieme a Renato della Valle, Amministratore di Innovet, si possono trovare su http://www.facebook.com/media/set/?set=a.10150628966012868.4...
Vuoi rimanere aggiornato sui miglioramenti di Luna? Seguici sulla nostra pagina Facebook http://www.facebook.com/innovet.it. |
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Una malattia parodontale trascurata può avere serie conseguenze generali. Ecco la ricetta per tutelare la salute del cane: a partire dal suo cavo orale.
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Gengiviti e parodontiti sono la prima causa di perdita dei denti negli animali da compagnia, ma rappresentano anche un costante focolaio di infezione che, se trascurato e non opportunamente controllato, può dilatarsi a tutto l’organismo, raggiungendo organi vitali come cuore, reni e fegato. È questo il “take home message” che il noto odontostomatologo Colin Harvey lancia dalle pagine della rivista ufficiale dei veterinari generalisti americani, rispondendo in particolare a tre domande chiave: l’infezione è una condizione comune del cavo orale? La malattia parodontale può determinare il rilascio di batteri nel flusso sanguigno? La malattia parodontale può associarsi a patologie sistemiche o ad anomalie a carico di organi distanti dal cavo orale? La risposta è sempre affermativa. Numerose evidenze scientifiche avvalorano infatti il pericoloso nesso causale tra malattia parodontale e conseguenze sistemiche. Un nesso diretto: i batteri prendono, cioè, la via ematica e colonizzano in altri distretti. Ma un legame anche indiretto, con il contributo che gli stessi batteri possono dare ad infiammazioni già esistenti, aumentandone la gravità e peggiorandone il decorso.
Oggi sappiamo che la lista delle conseguenze sistemiche di una malattia parodontale trascurata è davvero lunga: dalle endocarditi, al diabete di tipo 2, a problemi epatici e renali. Per questo, vale porre particolare attenzione ai tre stadi essenziali, indicati da Harvey per prevenire la malattia parodontale, e salvaguardare la salute e il benessere del cavo orale nel cane: 1) effettuare di routine l’esame della bocca, tanto che la procedura “lift the lip” (sollevare il labbro) è da considerarsi parte integrante della visita veterinaria di base; 2) informare ed esortare il proprietario a manovre di igiene orale quotidiana, a cominciare ad esempio dallo spazzolare i denti al proprio cane, fin da cucciolo; e 3) non trascurare le periodiche sedute di profilassi parodontale (detartrasi), fondamentali anche per ottimizzare le cure quotidiane domiciliari.
“L’igiene del cavo orale, conclude Colin Harvey, è un fatto quotidiano… Anche se non riusciamo a spazzolare ogni giorno i denti al nostro cane, oggi abbiamo anche strumenti (dalla dieta ai supplementi specifici) che, se usati quotidianamente, ci danno una mano importante nel mantenimento di un cavo orale pulito e sano e, dunque, nella prevenzione di focolai attivi di infezione, come sono appunto le malattie parodontali.”
Harvey CE. Periodontal health: causes & consequences. NAVC Clinician’s Brief, January 2012, pp. 13-15 http://www.cliniciansbrief.com/journal |
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Un’equipe di chirurghi e ortopedici americani impianta una protesi di ginocchio a Cyrano (nella foto), corpulento gatto zoppo e debilitato a causa di una pregressa terapia radiante.
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A guidare l’equipe operatoria è Denis Marcellin-Little, il noto ortopedico che già nel 2005 aveva effettuato il primo impianto artificiale in un gatto utilizzando la tecnica dell’osteointegrazione, vale a dire realizzando l’intima fusione tra il tessuto osseo e l’impianto stesso.
Questa volta, ha spiegato lo stesso Marcellin-Little, si tratta dell’impianto artificiale più complesso che sia mai stato realizzato nell’Università del North Carolina. Attraverso un processo laser, viene indurita una polvere metallica a base di cromo-cobalto, in grado di modellarsi sulla forma dell’articolazione, di piegarsi e di ruotare.
L’intervento è sicuramente più complesso che nel cane, innanzitutto per la ristrettezza del campo operatorio, ma anche per la fragilità delle ossa del gatto Cyrano che, reduci dagli insulti della terapia radiante, non agevolano certo la buona riuscita dell’impianto.
Previsioni? Si parla di una settimana per rimettere sulle sue zampe il gattone tabby arancio. Per la caccia ai topi, se ne riparla però non prima di tre mesi. A Cyrano i nostri migliori auguri affinchè ciò si realizzi.
Leggi la notizia sul “Daily Mail Reporter”
http://www.dailymail.co.uk/news/article-2092909/Cyrano-cat-T... |
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Senilife®
Supporto della funzione cerebrale nei cani e gatti anziani
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