Stress e cistite nel gatto: introduzione di nuovi biomarker diagnostici.

Un recente studio condotto dalle Università di Harran e Selçuk, in Turchia, ha indagato l’utilizzo di biomarker di stress nella diagnosi di cistite interstiziale/idiopatica felina (FIC), nonché la possibilità di impiegarli come strumento per distinguerla dalla cistite batterica (BC).
Queste due condizioni patologiche delle basse vie urinarie, note come FLUTD (Feline Lower Urinary Tract Disease), si manifestano, infatti, attraverso sintomi sovrapponibili, quali stranguria, pollachiuria, ematuria e minzione inappropriata (periuria).
Sono stati esaminati 36 gatti, di cui 12 sani e 24 con cistite, suddivisi in due gruppi in base all’origine, idiopatica o batterica. Sono stati indagati i livelli sierici ed urinari di biomarker di stress quali cortisolo, serotonina e dopamina. I proprietari dei gatti in esame hanno, inoltre, compilato un questionario mirato all’identificazione di fattori di stress nell’ambiente di vita dell’animale (MEMO, Multimodal Environmental Modification).
La serotonina urinaria è risultata significativamente più alta nei gatti con FIC e BC rispetto ai controlli, mentre la dopamina sierica è risultata efficace nel differenziare FIC (più alta) da BC, suggerendo un possibile ruolo come marker diagnostico specifico. Infine, i gatti con FIC hanno mostrato punteggi MEMO più elevati, evidenziando un maggior legame con fattori stressogeni ambientali.
Oltre a sostenere la presenza di stress alla base di entrambe le patologie, questi risultati forniscono un nuovo ruolo ai biomarker citati, inquadrandoli come strumento utile per la diagnosi di FIC.