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Cuore con pets

Svelato il ruolo di PEA nella funzionalità del muscolo scheletrico

Nuove evidenze mostrano come la riprogrammazione delle risposte cellulari indotta da PEA favorisca un fenotipo muscolare antinfiammatorio e meno proliferativo.

Un recente studio pubblicato dall’Università di Liverpool, nel Regno Unito, ha evidenziato il potenziale ruolo della palmitoiletanolamide (PEA) nell’adattamento del muscolo scheletrico all’esercizio.

In particolare, è stato dimostrato come PEA sia in grado di modulare il profilo anti-infiammatorio e pro-energetico delle cellule muscolari scheletriche.

Usando miotubi C2C12 (cellule muscolari derivate dai mioblasti), i ricercatori hanno scoperto che PEA riduce la proliferazione a favore dello sviluppo di un muscolo più differenziato e maturo.

Parallelamente, PEA attiva e disattiva specifici geni, promuovendo un profilo orientato alla risoluzione dell’infiammazione muscolare.
Il tutto, senza passare per il recettore PPAR-α, suggerisce l’esistenza di meccanismi specifici con cui la PEA modula il muscolo scheletrico. Nella stessa direzione va l’ulteriore scoperta di questo studio: dei due possibili enzimi per degradare la PEA, il muscolo scheletrico produce in modo selettivo quello più specifico, la NAAA (amidasi acida per le N-aciletanolammine), sotto stimolazione indotta dalla PEA stessa.

In ultima analisi, il muscolo scheletrico sembra possedere un sistema dedicato e controllato per gestire la PEA e per rispondere al suo segnale.

In questo contesto, sostanze che stimolano la produzione di PEA, come la palmitoilglucosamina (PGA), emergono come un supporto promettente nella medicina sportiva del cane. La PGA potrebbe, infatti, contribuire a sostenere la funzione muscolare (aumento di PEA) e la salute articolare (rilascio di glucosamina), favorendo performance muscoloscheletrica, adattamento e recupero dopo l’attività fisica.