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L'occhio secco nei nostri pet

L'occhio secco nei nostri pet

Anche i cani ed i gatti hanno bisogno di andare dall’oculista, infatti, le malattie che colpiscono gli occhi dei nostri amici non sono poche! Recenti studi epidemiologici riportano che, sul totale delle malattie oculari, ben il 35% è rappresentato dal “dry eye” (“occhio secco”), patologia conosciuta anche con il nome formale di “cheratocongiuntivite secca”.

Questa malattia interessa “l’unità funzionale lacrimale” composta da cornea, congiuntiva e ghiandole lacrimali, ed è caratterizzata da una insufficiente produzione di lacrime. Una corretta produzione del film lacrimale è essenziale in quanto mantiene lubrificato l’occhio, allontana il materiale estraneo potenzialmente dannoso e svolge un’azione antibatterica. Le cause che nel cane e nel gatto portano a questo deficit nella produzione di lacrime sono molteplici: congenite, difetti anatomici,  infettive, da farmaci, chirurgiche, neurologiche e immunomediate.  L’ occhio secco è frequente  in quelle razze canine predisposte alla forma immunomediata (es. Cavalier King Charles Spaniel, Bulldog inglese, Lhasa Apso, Shih Tzu,  West Highland White Terrier). Nel gatto invece tende ad interessare soprattutto quelle razze con  occhio grande e naso corto (es. Persiano) e la causa più frequente è l’ Herpes virus. Quando il film lacrimale scarseggia l’occhio si presenta opaco, asciutto, non più lucido e vi può essere la presenza di scolo muco-purulento che ne ricopre la superficie . La ridotta presenza di lacrime fa si che il nostro amico peloso percepisca bruciore-dolore a cui risponde con una frequente ed involontaria chiusura delle palpebre (ammiccamento).  La continua assenza di una corretta lubrificazione provoca infatti l’infiammazione della congiuntiva, l’occhio quindi si presenterà sia opaco che rosso , in questa fase è molto comune che un proprietario pensi si tratti di una banale congiuntivite.  Questo è uno dei motivi per cui alcune volte la malattia non viene diagnosticata fin da subito. E’ importante invece identificare e trattare questa malattia dalle prime fasi perché, se trascurata, può portare alla comparsa di complicazioni oculari come le ulcere corneali o, in casi molto gravi, a seri problemi di visione. Nel caso in cui si sospetti che il proprio amico di casa possa avere il “dry eye” bisogna rivolgersi al proprio veterinario di fiducia che, attraverso un apposito test, verificherà se la quantità di lacrime che viene prodotta è idonea o carente. La terapia in caso di “occhio secco” ha come obiettivo quello di trattare il dolore, controllare i fenomeni infiammatori e ristabilire la corretta lubrificazione dell’occhio. Questo è possibile solo tramite gocce oftalmiche appositamente studiate per gestire gli arrossamenti oculari e le alterazioni del film lacrimale (es. Oculvet® Gocce). Alcune volte il danno alle ghiandole lacrimali è irreversibile, motivo per cui la sola terapia medica risulta insufficiente per controllare la malattia,  in questi rari casi può essere utile valutare l’intervento chirurgico.

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