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A Rimini la SISVET fa il punto sull’artrosi

Nel Grand Hotel di felliniana memoria si sono svolti i lavori del 55° Convegno Nazionale della SISVET (Società Italiana delle Scienze Veterinarie). 110 e lode al workshop dedicato alle artropatie infiammatorie e degenerative.
A Rimini la SISVET fa il punto sull’artrosi

È la prima volta che la SISVET organizza, nell’ambito del proprio meeting annuale, workshop specialistici su argomenti pratico-applicativi. Tra questi, quello sulle artropatie infiammatorie e degenerative – in collaborazione con SICV (Società Italiana di Chirurgia Veterinaria) e SIDI (Società Italiana di Ippologia) -, ha ricevuto particolari consensi, sia come affluenza di partecipanti che come interesse per gli interventi dei diversi relatori.
Al Prof. Carlo Maria Mortellaro – Ordinario di Clinica Chirurgica dell’Università di Milano e Presidente del Comitato Scientifico di IOVA – il non facile compito di delineare la fisiopatologia di un’articolazione affetta da artrosi, con particolare riguardo alle modifiche – degenerative ed infiammatorie – a carico di cartilagine, osso subcondrale e membrana sinoviale. Avvalendosi di innovative animazioni digitali, il relatore, con l’aiuto di Alda Miolo del CeDIS Innovet, ha guidato i presenti in una sorta di documentario subacqueo all’interno dell’articolazione artrosica.
Ne è derivata un’attenta analisi dei meccanismi sottostanti l’artrosi dalla quale il Prof. Giovanni Re – farmacologo dell’Università di Torino – ha preso ampio spunto per introdurre i cardini della terapia farmacologica, oggi basata non solo sul controllo del dolore e dell’infiammazione (FANS, glucocorticoidi), ma anche sulla possibilità di intervenire nella sequenza causale della malattia con i “disease modifying agents”. Tra questi, Re ha preso in considerazione soprattutto i “condroprotettori nutraceutici”, come condroitin solfato (frazione compresa tra 5.000 e 20.000 D) e glucosamina, nonché molecole antiossidanti, come vitamina C, vitamina E, flavonoidi (quercetina e rutina) ed acido DL-a-lipoico.
Il Dr Filippo Maria Martini – ricercatore presso l’Università di Parma – ha poi delineato in maniera molto precisa e dettagliata la tecnica ed il significato dell’artroscopia della spalla e del gomito nel cane.
In chiusura di lavori, al Prof. Aurelio Muttini – docente di Clinica Chirurgica presso l’Università di Teramo –, il compito di illustrare le tecniche ed i campi di utilizzo dell’artroscopia nel cavallo.
In ultima analisi, un workshop di alto livello scientifico e di indubbia utilità pratica, per affrontare, armati di nuove conoscenze, le artropatie degenerative e infiammatorie, malattie in preoccupante aumento, oggi considerate tra le più invalidanti della Medicina Veterinaria.

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