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La dentistica fa il pieno a Recco

“Odontostomatologia felina: nuovi approcci e terapie”. Questo il titolo dell’incontro di aggiornamento, svoltosi, domenica 10 ottobre 2004 a Recco (Genova), ed organizzato da ALIVELP (Associazione Ligure Veterinari Liberi Professionisti), SCIVAC (Delegazione regionale Liguria), Ordine dei Veterinari della Provincia di Genova ed INNOVET, in collaborazione con SIODOV (Società Italiana di Odontostomatologia Veterinaria). Ne facciamo un succinto resoconto.
La dentistica fa il pieno a Recco

“Conoscere è potere”. Così ha esordito Renato della Valle, Amministratore Unico di Innovet, aprendo i lavori della giornata. “La Medicina Veterinaria – ha proseguito della Valle – è un settore economico fortemente condizionato dalla conoscenza. Per il Veterinario, ma anche per l’azienda, ampliare le proprie conoscenze e competenze rappresenta un valore aggiunto di vitale importanza. Rappresenta, in fin dei conti, la differenza tra successo ed insuccesso professionale, soprattutto in questo periodo non felice per la nostra economia nazionale”.
Della stessa idea dovevano essere i numerosissimi partecipanti intervenuti al seminario di Recco e provenienti, oltre che da tutta la Liguria, dalle regioni limitrofe, Sardegna compresa, fino a saturare letteralmente la sala prescelta dagli organizzatori.
Assai noto il relatore – Dea Bonello, presidente dell’EVDC (European Veterinary Dental College), vicepresidente di SIODOV, nonchè di SCIVAC – che ha impostato l’incontro su due temi dominanti: il “practice management” e la malattia parodontale del gatto.
Il “practice management” innanzitutto. “Informare e proporre la miglior soluzione possibile, indipendentemente dalle possibilità economiche di chi abbiamo di fronte – ha spiegato la Bonello in esordio di relazione – rappresenta non solo un comportamento etico, ma, soprattutto, costituisce la migliore strategia per valorizzare il proprio lavoro e convincere il proprietario ad eseguire gli interventi necessari, anche se costosi.”
Della malattia parodontale – condizione assai frequente nella specie felina (soprattutto con l’avanzare dell’età) e che comprende la gengivite reversibile e asintomatica, la parodontite ad andamento ciclico ed irreversibile ed alcune malattie infiammatorie del cavo orale, di esclusivo appannaggio del gatto, come la gengivostomatite cronica felina e le FORL (Feline Odontoclastic Resorptive Lesions)- la Bonello ha trattato in dettaglio la patogenesi. “C’è una cellula residente – il mastocita – che viene attivata proprio da stimoli di natura microbica, ad esempio da quel micidiale cocktail di batteri le cui alterazioni quali-quantitative rientrano tra i principali fattori eziologici di danno parodontale…A questa iper-attivazione, il mastocita risponde con il rilascio di un surplus di mediatori – ad attività flogistica, algica e litica – chiamati direttamente in causa nell’innesco e nella progressione degli stati infiammatori della mucosa orale.” Trattate nel dettaglio anche le varie indagini diagnostiche – radiografiche in particolare – indispensabili non solo per individuare correttamente l’entità clinica, ma anche per decidere i più adeguati piani di trattamento.
“Molte volte – ha sottolineato la relatrice – estrarre i denti patologici rappresenta l’unico modo per eliminare la causa delle parodontiti del gatto. Purtroppo, la sintomatologia iper-reattiva dura anche parecchi mesi dopo l’intervento; periodo durante il quale prescrivo un gel per uso topico ad attività riepitelizzante, batteriostatica e riequilibrante l’iper-reattività a base di Aliamidi, sostanze in grado di ripristinare in maniera fisiologica l’integrità della mucosa orale.”

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