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Il dolore per “The Scientist”

“The Scientist”, la rivista americana nata per divulgare on line le informazioni scientifiche più recenti nel settore delle scienze biomediche, dedica il supplemento di marzo 2005 ad uno dei temi più scottanti, non solo dal punto di vista scientifico, ma anche etico e culturale: il dolore. Data la grande attualità ed importanza dell’argomento, il trimestrale telematico “Veterinary Science Tomorrow” (VetScite www.vetscite.org) riprende alcuni articoli del supplemento. Analizziamone alcuni aspetti salienti.
Il dolore per “The Scientist”

“Siamo a metà del “Decade of pain control and research”, quell’iniziativa americana voluta per accelerare le ricerche in tema di controllo e trattamento del dolore…Ed ancora molto rimane da fare in questo campo per colmare il divario tra conoscenze fisiopatologiche ed efficacia delle terapie.” Così si legge nell’editoriale di apertura del supplemento monotematico di “The Scientist” sul dolore: una serie di 12 articoli che spaziano a tutto campo su questo argomento, affrontandolo da un punto di vista culturale, etico, neurofisiologico e terapeutico.
VetScite riprende, in particolare, quello di Ronald Dubner che ribadisce a gran voce la necessità di un vero e proprio arsenale, piuttosto che di un unico magico proiettile, per avere qualche speranza di successo nel controllo algico. “Il dolore – si legge – è un’esperienza complessa, pluridimensionale…In quanto tale, nulla vale intervenire sui singoli mediatori o sulle singole vie nocicettive…Il futuro è nell’approccio combinato, multimodale, in grado, cioè, di agire contemporaneamente su più meccanismi…Non esiste l’antidolorifico ideale (“all-powerful drug”)…esiste solo la nostra perizia nell’identificare i diversi profili del dolore e, a questi, adattare le nuove armi terapeutiche oggi a disposizione.”
Di grande utilità anche l’articolo sulle principali vie nervose del dolore: dall’accurata descrizione dei nocicettori periferici, alla loro attivazione da parte di un’incredibile varietà di mediatori infiammatori (dolore neurogenico o infiammatorio), alla trasduzione centrale del segnale algico, alla descrizione del dolore neuropatico che, per il fatto stesso di dipendere da una sofferenza primaria della fibra nervosa, è “più sordo, più complesso, più difficile da localizzare”.

Leggi il supplemento di “The Scientist” in http://www.the-scientist.com/supplement/2005-03-28
Leggi l’editoriale di “Veterinary Sciences Tomorrow” in http://www.vetscite.org/publish/items/002185/index.html

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