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Palmidrol: riconoscimento oltreoceano

Il fascicolo di gennaio 2006 di “Veterinary Clinics of North America - Small Animal Practice” è interamente dedicato alla Dermatologia dei piccoli animali. Tra i 18 articoli che compongono la monografia, compare anche quello di Paul Bloom del Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie della Michigan State University sulle dermatosi eosinofiliche di cani e gatti. Nel panel di terapie elencate per il complesso del granuloma eosinofilico nel gatto, l’Autore parla di Palmidrol che “somministrato per os, ha consentito di migliorare segni clinici e lesioni cutanee in soggetti affetti da placca eosinofilica e granuloma eosinofilico”.
Palmidrol: riconoscimento oltreoceano

La citazione è importante e fa chiaramente capire come la notorietà scientifica ed il potenziale terapeutico delle aliamidi in Dermatologia abbiano definitivamente valicato i confini nazionali. “Veterinary Clinics” è sicuramente una delle più conosciute ed accreditate riviste americane specializzate in Clinica dei piccoli animali, strumento affidabile ed autorevole di aggiornamento scientifico e di “continuing education” in Medicina Veterinaria. Il fascicolo di gennaio 2006, in particolare, rappresenta un indispensabile “update” in fatto di Dermatologia dei piccoli animali. Vi si affronta la clinica delle dermatopatie più frequenti del cane e del gatto: dalle dermatosi facciali, alle atopie, alle allergie alimentari, alle dermatopatie su base infettiva. Fino a trattare le cosiddette “dermatosi eosinofiliche”, termine con cui il dermatologo americano Paul Bloom intende “quella diagnosi istologica utile ad accorpare un eterogeneo gruppo di malattie, secondarie ad una reazione di ipersensibilità ed accomunate da caratteristici infiltrati a primaria componente eosinofilica”.
Molte le diagnosi cliniche citate da Bloom nell’articolo, come la follicolite eosinofilica facciale e la sindrome di Wells o dermatite edematosa eosinofilica per il cane; il complesso del granuloma eosinofilico (EGC), l’ipersensibilità alla puntura di zanzara, le dermatiti e stomatiti virali per il gatto. Per l’EGC, in particolare – definito più che una singola malattia “un insieme di reazioni cutanee diverse a stimoli antigenici di svariata natura” – Bloom elenca le misure terapeutiche ad oggi ritenute più efficaci nel determinare un miglioramento sintomatologico. Un lungo elenco di sostanze farmacologiche che vanno dalle classiche terapie a base di antibiotici e corticosteroidi, agli antistaminici, agli immunosoppressori.
Tra i trattamenti ritenuti più innovativi, Bloom si sofferma sul Palmidrol, sintetizzandone così meccanismo d’azione ed efficacia clinica: “…analogo sintetico della palmitoiletanolamide… che esercita la sua attività legandosi a recettori per i cannabinoidi (CB2) espressi sui mastociti e down-modulando, in tal modo, la degranulazione di queste cellule…Somministrato per via orale alla dose di 10 mg/kg/bid per 1 mese a gatti con placca eosinofilica e granuloma eosinofilico, Palmidrol si è dimostrato capace di determinare nel 67% degli animali trattati una significativo miglioramento dei segni clinici e delle lesioni cutanee presenti.”