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Gestione pratica del prurito del cane

Si è svolto a Mestre (Novotel Castellana) il secondo degli otto incontri scientifici organizzati da Innovet sulla “Gestione pratica del prurito nel cane” e tenuti da Fabrizio Fabbrini, attuale presidente SIDEV e membro dell’ESVD (European Society of Veterinary Dermatology). Analizziamone i punti salienti.
Gestione pratica del prurito del cane

Il noto dermatologo ha iniziato dalla clinica del prurito nel cane. “Sono le ectoparassitosi – ha spiegato – e le diverse malattie allergiche – dalla dermatite atopica, all’allergia alimentare, all’allergia alle pulci – le cause più frequenti di prurito nel cane…E i quadri clinici riconducibili a queste dermatopatie pruriginose – assai spesso associate tra loro – sono davvero molti. Si parla, infatti, di dermatite eritematosa, essudativa, papulo-crostosa, esfoliativa seborroica, da leccamento, cui si associa il frequente coinvolgimento dell’orecchio, con la comparsa di otiti esterne bilaterali, croniche e recidivanti.”
“È essenziale – ha enfatizzato Fabbrini – affrontare a 360° il paziente allergico, per capire tutte le componenti che possono sia scatenare il prurito, sia determinare il superamento della ben nota “soglia del prurito”: quel livello soggettivo di tolleranza della sensazione pruritogena, che può essere superato per la concomitanza di svariati fattori, come le infezioni batteriche o i difetti secondari di cheratinizzazione.”
Riguardo alla gestione del prurito, Fabbrini ha iniziato elencando ciò che non si deve fare davanti ad un cane con prurito. “Non usare cortisonici, innanzitutto. Si può essere certi che i devastanti effetti collaterali (es. Cushing iatrogeno) prima o poi inevitabilmente compariranno: anche nel gatto… E, poi, non usare cocktail di farmaci ( non si può valutare quale sia la molecola realmente efficace) e non affidarsi a diagnosi puramente visive.”
Che fare, dunque? La risposta ha un nome ben preciso: approccio orientato al problema. “Si tratta – ha esaustivamente spiegato Fabbrini – di un vero e proprio piano diagnostico-terapeutico che parte da un’accurata anamnesi e da un’altrettanto puntigliosa visita clinica dermatologica, corredata di esami collaterali e di trial terapeutici utili ad effettuare diagnosi ad esclusione. Il tutto finalizzato all’identificazione della malattia primaria e delle eventuali condizioni opportunistiche coesistenti ed alla successiva impostazione della più efficace gestione terapeutica.”
E il trattamento? Fabbrini ha parlato di prevenzione della carica allergica e delle possibili ricadute, di profilassi delle infezioni e di terapia mirata alla malattia primaria. “Ci sono – ha spiegato – i sintomatici sistemici: antistaminici e cortisonici, ad esempio, usati in associazione per abbassare le dosi dei cortisonici stessi…E, oggi, ci sono le aliamidi che, sia somministrate per via sistemica che utilizzate topicamente, hanno dimostrato di ridurre la degranulazione dei mastociti cutanei del cane e, così facendo, di controllare la cascata infiammatoria e nervosa, alla base del sintomo prurito.”

Gli altri due incontri previsti nel mese di maggio si svolgeranno a Bologna (22 maggio) e Torino (29 maggio).

Il calendario completo degli incontri e il modulo di iscrizione online sono disponibili nella sezione “Eventi” del nuovo sito https://www.innovet.it

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