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Stafilococco: meno aderente nel gatto

Perché le infezioni da stafilococco sono meno frequenti nei gatti rispetto a quanto succede nei cani e negli uomini? Lo spiega, su “Veterinary Dermatology”, un gruppo di clinici veterinari dell’Università di Liverpool.
Stafilococco: meno aderente nel gatto

Due anni fa, avevano dimostrato che lo Staphyloccus intermedius – vale a dire il più comune batterio patogeno della cute del cane – aderisce maggiormente ai corneociti del cane atopico rispetto a quelli dell’animale sano [NdR McEwan et al. Res Vet Sci 2005, 78: 193-198].
Ora, lo stesso gruppo di ricerca studia i corneociti di gatto, cercando di trovare in queste cellule il motivo per cui i felini sono meno proni, rispetto al cane e all’uomo, alle infezioni batteriche ad eziologia stafilococcica.
A tal fine, i ricercatori hanno messo a confronto campioni di corneociti estratti dalla pinna auricolare di gatti e cani, e dalla superficie bicipitale di uomini: tutti soggetti perfettamente sani, senza cioè alcuna storia, pregressa o attuale, di dermatosi.
Ebbene, i vari ceppi di Stafilococchi – dall’Intermedius, al meticillino-resistente (MRSA) e meticillino-sensibile (MSSA) – si sono dimostrati significativamente meno aderenti ai corneociti di gatto rispetto a quelli della controparte canina ed umana. Ed è forse questo il motivo, enfatizzano i ricercatori stessi, per il quale il felino si è sempre mostrato relativamente resistente, rispetto al cane o all’uomo, alle infezioni cutanee da stafilococco. E, forse, è anche la ragione per cui la trasmissione inter-specifica, da cane a gatto o da uomo a gatto, di queste infezioni si possa considerare evento piuttosto improbabile.