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IL DOLORE CRONICO DEL CANE. COSA NE PENSANO I VETERINARI?

Un’indagine on line rivela le principali cause di dolore cronico del cane e i maggiori ostacoli che, a detta dei veterinari inglesi, ne impediscono un adeguato trattamento.

IL DOLORE CRONICO DEL CANE. COSA NE PENSANO I VETERINARI?

In che considerazione è tenuto il dolore cronico del cane? A questa domanda hanno risposto 215 veterinari inglesi, tra medici di base, anestesisti e oncologi, compilando un questionario on line, mirato a rilevare le cause più comuni di dolore cronico del cane, nonché le barriere che ancora oggi ne impediscono un adeguato trattamento e condizionano le scelte terapeutiche. Tre sono le cause di dolore cronico che più comunemente affliggono il fedele amico dell’uomo: l’artrosi, le malattie dentali e le malattie dell’orecchio. Il dolore oncologico si posiziona al quarto posto, preceduto dai problemi spinali, e seguito a ruota dalle condizioni dermatologiche e dal dolore post-operatorio. Per quanto riguarda gli ostacoli ad un adeguato trattamento, l’indagine individua tre barriere principali: (a) la difficoltà a riconoscere e valutare l’intensità del dolore; (b) la dispendiosità degli analgesici, stante la necessità di terapie a lungo termine; e (c) l’affidabilità (compliance) del proprietario a seguire le cure prescritte. Pare, dunque, che riuscire a capire lo stato di sofferenza del cane sia il primo e fondamentale ostacolo da superare. Il modo? Allertare il proprietario sulle alterazioni di comportamento e di stile di vita che il dolore può indurre nell’animale: dalla difficoltà a muoversi e giocare come sempre, ad una diminuzione di appetito e di attività generale, ad una ritrosia nell’accettare coccole e carezze dal proprietario. Un riconoscimento, dunque, del dolore in larga parte affidato alla nostra sensibilità e alle attenzioni che riserviamo al nostro fedele amico. Stando ai dati dell’indagine inglese, una parte può averla anche il veterinario. Tant’è che il punteggio attribuito dai veterinari stessi al dolore pare influenzato da fattori personali. Tende ad esempio a diminuire proporzionalmente agli anni dalla laurea o alla specializzazione conseguita (es. oncologi, anestesisti), molto probabilmente per una sorta di familiarità/assuefazione che il professionista esperto acquisisce nei confronti della condizione dolorosa. Bell A, Helm J, Reid J. Veterinarians’ attitudes to chronic pain in dogs. Veterinary Record, Luglio 2014. doi: 10.1136/vr.102352. Leggi l’abstract di PubMed in: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25028465

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