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Demenza senile del cane: un semplice prelievo per identificarla precocemente

Misurare i livelli di alcuni parametri ematici, in associazione alla compilazione di un questionario, potrebbe aprire la strada alla diagnosi precoce di demenza senile. Tutto su “Frontiers in Veterinary Science”.
Demenza senile del cane: un semplice prelievo per identificarla precocemente

In un prossimo futuro, diagnosticare la demenza senile o disfunzione cognitiva del cane potrebbe essere più facile e, soprattutto, più precoce. Invece di attendere che il nostro amico a 4 zampe dia gravi segni di un invecchiamento cerebrale patologico ormai inarrestabile, i veterinari potrebbero somministrare ai proprietari un agevole questionario a scelta multipla ed eseguire un semplice prelievo di sangue, valutando i livelli plasmatici di parametri ematochimici di routine come gli enzimi epatici e gli elettroliti, e della NFL (Neurofilament Light Chain), una proteina collegata ai danni neuronali.

 

A sostenere la validità di questo nuovo approccio diagnostico è un gruppo di neuroimmunologi sloveni che, dalle pagine di Frontiers in Veterinary Science, per la prima volta propone un approccio diagnostico integrato ai cani anziani, con l’intento di identificarne i disordini cognitivi fin dalle fasi iniziali (i cosiddetti MiCI, Mild Cognitive Impairment).

 

L’articolo riporta innanzitutto il questionario, siglato CADES (Canine Dementia Scale), che consente di stadiare la demenza senile in 4 livelli di gravità (da assente a grave), a seconda del punteggio assegnato a ciascuno di 17 score comportamentali afferenti alle aree di orientamento spaziale, interazione sociale, ciclo sonno-veglia e abitudini eliminatorie.

 

La cosa singolare è che per la diagnosi precoce di demenza i ricercatori propongono di abbinare al questionario un set di biomarker serici ematochimici classici (in particolare gli enzimi epatici AST e ALT, e gli elettroliti sodio e cloro), in funzione della loro variazione significativa riscontrata nei cani con lieve deficit cognitivo rispetto a soggetti con invecchiamento normale o giovani.

 

A questi marker di routine, gli studiosi abbinano anche il dosaggio plasmatico di un indicatore specifico di neurodegenerazione come la NFL, che risulta molto più elevata nei soggetti con problemi cognitivi rispetto agli anziani con performance mnemonica e cognitiva nella norma.

 

 

Vikartovska Z, Farbakova J, Smolek T, Hanes J, Zilka N, Hornakova L, Humenik F, Maloveska M, Hudakova N, Cizkova D. Novel diagnostictTools for identifying cognitive impairment in dogs: behavior, biomarkers, and pathology. Front Vet Sci. 2021; 7:551895

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