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La relazione uomo-cane ai tempi del COVID

Un’indagine condotta da Università italiane conferma come uomo e cane abbiano risposto all’isolamento da pandemia con uguale stress e sconforto emozionale. Da leggere su “Animals”.
La relazione uomo-cane ai tempi del COVID

L’isolamento e la brusca interruzione dei contatti sociali e delle relazioni affettive interpersonali causati dalla pandemia da Covid-19 hanno innescato una maggiore fragilità e incertezza nelle persone, e tale condizione ha avuto ripercussioni anche in ambito relazionale uomo-cane.”

 

È l’incipit del comunicato stampa con cui l’Università di Siena, di concerto con la Federico II di Napoli e “La Sapienza” di Roma, annuncia i risultati di uno studio multidisciplinare condotto in collaborazione con l’Istituto Sbarro di Philadelphia, con l’obiettivo di valutare le ripercussioni del lockdown sulla relazione uomo-cane, e il grado di percezione da parte dei proprietari del disagio vissuto dai loro animali da compagnia.

 

Il lavoro, disponibile a libero accesso sulla prestigiosa rivista internazionale “Animals”, si è avvalso della distribuzione a oltre 2000 proprietari di cani di un questionario on line, appositamente validato in lingua italiana e composto da una serie di domande finalizzate a capire come il primo lockdown abbia influito sul rapporto uomo-cane. Fino a che punto i “pet mate” sono stati in grado di percepire il disagio del proprio animale? E quanto il disagio e l’insicurezza umana, innescata dall’isolamento e dall’emergenza sanitaria, hanno influito sullo stato emotivo dei cani? Quanto sono variate l’affettività e la percezione dell’impegno da dedicare loro prima e durante l’isolamento obbligatorio?

 

Tra i risultati più rilevanti, c’è stata la conferma dell’esistenza di una connessione bidirezionale tra il benessere e la salute dell’uomo e degli animali. In altre parole, se il cane, per superare situazioni di stress e di angoscia, ha bisogno del suo umano di riferimento, allo stesso modo l’uomo sente e prova piacere quando il cane è con lui, in una sorta di processo di mutua osmosi emotiva.

 

Il quadro che emerge dall’indagine – si legge ancora nel Comunicato – è perfettamente in linea con l’approccio One Welfare, che implica l’esistenza di una connessione bidirezionale tra il benessere e la salute dell’uomo e degli animali non umani”. Insomma, per gli amici a 4 zampe il nostro disagio è anche il loro, così come la nostra serenità è destinata a ripercuotersi anche su di loro.

 

 

D’Angelo D, Chirico A, Sacchettino L, Manunta F, Martucci M, Cestaro A, Avallone L, Giordano A, Ciani F. Human-Dog Relationship during the First COVID-19 Lockdown in Italy. Animals (Basel), 2021; 11(8):2335

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