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La PEA nella gestione non farmacologica dell’enteropatia cronica del cane

Clinici veterinari di Perugia puntano il dito sulla multimodalità non farmacologica per l’enteropatia cronica del cane. Tra le strategie più interessanti, l’integrazione dietetica con PEA.
La PEA nella gestione non farmacologica dell’enteropatia cronica del cane

La difficoltà a combinare la gestione a lungo termine dell’enteropatia cronica del cane con gli effetti indesiderati dei farmaci disponibili, ha stimolato lo sviluppo di nuovi protocolli non farmacologici, in grado di abbinare una buona efficacia con un altrettanto elevato profilo di sicurezza.”   

 

Sono questi i presupposti da cui partono Clinici dell’Università di Perugia, in collaborazione con un gastroenterologo veterinario olandese noto a livello internazionale, per redigere una sintesi narrativa dei più promettenti trattamenti non farmacologici per la cura delle enteropatie croniche del cane.

 

Ciò che emerge è un panorama molto variegato di tutte le nuove frontiere di terapia non farmacologica capaci di stimolare il sistema immunodifensivo, recuperare la corretta funzione barriera e normalizzare il microbiota intestinale.

 

Accanto a interventi dietetici, prebiotici e probiotici, gli Autori si soffermano in particolare sulla PEA (palmitoiletanolamide), definendola “un mediatore pro-omeostatico che agisce contro infiammazione e danni tissutali grazie alla modulazione dell’attività di cellule neuro-immuno-infiammatorie”, mastociti in primis. Nel settore gastroenterologico, “la somministrazione di PEA si è dimostrata in grado di ridurre l’infiammazione e normalizzare il transito intestinale.”

 

Isidori M, Corbee RJ, Trabalza-Marinucci M. Nonpharmacological treatment strategies for the management of canine chronic inflammatory enteropathy. A narrative review. Vet Sci. 2022; 9(2):37

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