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Nutraceutici per l’artrosi

Il fascicolo di gennaio 2004 della rivista “Veterinary Clinics of North America: Small Animal Practice” è un numero monografico sui “Nutraceutici ed altre terapie biologiche”. Quattordici capitoli su questo dibattuto argomento, tra cui uno interamente dedicato ai “nutraceutici e condroprotettori per l’artrosi del cane e del gatto”. Particolare enfasi viene data a glucosamina, condroitin solfato ed antiossidanti, ed al loro utilizzo nell’ambito del “trattamento combinato” della malattia degenerativa articolare.
Nutraceutici per l’artrosi

“Gli ultimi anni hanno visto il crescente utilizzo, nell’ambito del management farmacologico dell’artrosi, dei condroprotettori: quelle sostanze, disponibili sia per via iniettiva che come nutraceutici o supplementi nutrizionali, dotate di effetti positivi sulla salute ed il metabolismo di condrociti e sinoviociti.”
Con questa definizione “a largo spettro”, l’Ortopedico americano (Houston) Brian Beale apre il capitolo del “Veterinary Clinics” interamente dedicato ai nutraceutici. Dopo una breve introduzione sulla regolamentazione e sull’alta variabilità degli standard di produzione, Beale si concentra sul meccanismo d’azione e sulle modalità d’utilizzo di queste sostanze. “Gli effetti migliori – scrive Beale – si sono riscontrati nelle forme lievi e moderate di artrosi, quando, cioè, il danno articolare è agli stadi iniziali ed un’alta percentuale di condrociti è ancora vitale.” Al riguardo, Beale propone una specifica “flow chart” (leggi algoritmo) per l’utilizzo dei nutraceutici. “Le forme lievi di artrosi – scrive – possono essere inizialmente trattate solo con un nutraceutico, affiancato da un FANS unicamente in caso di necessità. Per l’artrosi moderata, suggerisco un trattamento combinato con FANS e nutraceutico fin dall’inizio…
Nel caso non si abbia risposta, è opportuno prendere in considerazione l’opzione chirurgica.” Beale passa, poi, ad elencare i principali nutraceutici per l’artrosi: dalla glucosamina, al condroitin solfato a basso peso molecolare, agli antiossidanti, quest’ultimi capaci di agire da “scavenger” (intrappolatori) di quelle molecole – i radicali liberi – oggi ampiamente riconosciuti fattori primari di danno artrosico.
Tra gli antiossidanti, Beale cita i bioflavonoidi: “sostanze naturali che neutralizzano i radicali liberi, alleviano l’infiammazione indotta dallo stress ossidativo, inibiscono gli enzimi degradativi rilasciati in eccesso in queste condizioni.”
Molto interessante anche l’ultimo paragrafo della review, sull’uso dei nutraceutici sia nel periodo post-operatorio che in concomitanza ai programmi di fisioterapia riabilitativa. “Con il loro utilizzo – sottolinea Beale – aumentiamo le possibilità di accelerare il recupero articolare, contenere i danni da immobilizzazione post-operatoria e potenziare i benefici effetti della fisioterapia.”

Beale BS, 2004, Use of nutraceuticals and chondroprotectants in osteoarthritic dogs and cats, Veterinary Clinics of North America, Small Animal Practice, 34(1): 271-289
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