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Swedencare

Più cani e gatti che bambini

Quattordici milioni e mezzo di cani e gatti contro 8 milioni e 700mila bambini e adolescenti compresi in una fascia d'età che va dai neonati ai 14 anni. Questo il dato ISTAT che il quotidiano “La Repubblica” ha diffuso mercoledì 22 dicembre 2004. E le cause di questo “sorpasso”? Dalla necessità di integrare la mancanza di relazioni sociali con forme di affiliazione più economiche e più compatibili con il pochissimo tempo da dedicare al privato; allo sforzo di rientrare in contatto con una “metafora della natura” – gli animali domestici, appunto - che sta scomparendo intorno a noi.
Più cani e gatti che bambini

Il dato Istat la dice lunga sulla passione degli Italiani per gli animali domestici. “Le famiglie – si legge nell’articolo di Riccardo Staglianò – sono destinate ad avere una fisionomia ibrida, umano-animale, in base ad una tendenza che accomuna tutti i paesi industrializzati e che, in futuro, è destinata ad acuirsi maggiormente.”
E le cause di questa tendenza? A questo proposito, i pareri di psicologi, sociologi ed etologi si sprecano.
“E’ la voglia di tenerezza e di attaccamento che gli animali in parte surrogano, in parte integrano – afferma la sociologa Chiara Saraceno -. Sono meno esigenti dei figli, chiedono meno reciprocità e finiscono per essere un investimento affettivo meno costoso.”
“È questione di tempi diversi – ribadisce la psicologa Silvia Vegetti Finzi – Il “tempo sociale” domina ormai il “tempo della vita”, che è quello invece tipico dei bambini. E questo tempo consente solo forme di affiliazione compatibili con il pochissimo tempo da dedicare al privato.”
“Cani e gatti – commenta l’etologo Giorgio Celli – non sono solo creature su cui riversare i nostri affetti, ma anche una metafora della natura che sta scomparendo intorno a noi e con cui cerchiamo disperatamente di rientrare in contatto.”
Importante anche la spesa che gli italiani sostengono per i propri animali: ben 4751 milioni di euro nel 2003, con al primo posto i costi per le cure veterinarie.
Tutti concordi, comunque, nel mettere in guardia da perverse antropomorfizzazioni.
“È ridicola la cuccia firmata – afferma la sessuologa Alessandra Graziottin dalle pagine di un quotidiano locale del Veneto – che soddisfa solo la vanità dei padroni. Importante è il rispetto, la maggior sensibilità per i bisogni e le emozioni degli animali con cui conviviamo… Senza contare che è stupendo far crescere insieme il cucciolo d’uomo e quello di animale, perché possano apprendere l’uno dall’altro la grande arte del vivere insieme.”