SINDROME DA DISFUNZIONE COGNITIVA NEL CANE: INDIVIDUATI NEL SANGUE NUOVI POTENZIALI MARKER DIAGNOSTICI

La Sindrome da Disfunzione Cognitiva (CDS) è una patologia neurodegenerativa progressiva che colpisce il cane anziano, associabile per caratteristiche cliniche e patologiche alla malattia di Alzheimer nell’uomo.
Un recente studio pubblicato su Frontiers ha usato per la prima volta un’indagine metabolomica non mirata (UPLC-MS) per indagare eventuali alterazioni, riconducibili a processi neurodegenerativi, nel plasma di cani affetti da CDS.
I ricercatori hanno confrontato due gruppi di cani in età geriatrica (>10 anni) – cinque affetti da grave CDS e altrettanti sani – scoprendo differenze significative in 15 metaboliti.
Tra i principali, l’acido lisofosfatidico e l’ubichinone-2: cani affetti da CDS presentano, infatti, un aumento del primo e una diminuzione del secondo rispetto a soggetti sani, a suggerire l’attivazione di processi neuroinfiammatori e di stress ossidativo, con alterazione dell’attività mitocondriale nel corso della malattia. Inoltre, l’aumento del colesterolo nel gruppo con CDS rafforza l’ipotesi di anomalie del metabolismo lipidico nel deposito cerebrale di β-amiloide, analogamente a quanto sembra accadere nell’uomo con Alzheimer.
Pur trattandosi di uno studio su casistica poco numerosa, i risultati supportano ulteriormente il valore della CDS canina come modello naturale di Alzheimer nell’uomo, aprendo la strada all’identificazione di biomarker ematici utili per la diagnosi precoce e il monitoraggio della malattia.